Massimo Pavan tuona contro Moratti per le frasi strumentalizzate nel ricordo di Gigi Simoni: “Non accettiamo certe accuse”

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Il giornalista Massimo Pavan, tuona contro Massimo Moratti dopo la frase che l’ex presidente nerazzurro ha proferito per ricordare Gigi Simoni, scomparso ieri.

È scomparso un ottimo allenatore ed una brava persona, come Gigi Simoni, dispiace che sia mancato e facciamo le più sentite condoglianze alla famiglia. E’ stato un avversario della Juventus, a volte anche duro dialetticamente, ma persona corretta”, scrive Pavan.

Rispetto per lui, ma non accettiamo le strumentalizzazioni di chi ha lavorato con lui, come Massimo Moratti, che lo ha ricordato così: «E’ stato un grande protagonista della storia dell’Inter: ha vinto una coppa europea molto importante, gli è stato impedito di vincere un campionato che avrebbe assolutamente meritato»”.

Non accettiamo la frase: «gli è stato impedito di vincere lo scudetto», Ma da chi? Siamo al ridicolo, se Gigi Simoni non ha vinto lo scudetto è perchè non è stato in grado di vincerlo, con un’ottima squadra incontrando la formazione che ha giocato per più anni consecutivi la finale di Champions League, perdendola in modo sfortunato contro Real Madrid e Borussia Dortmund”.

Pavan rincara la dose: “Non accettiamo certe frasi, certe mezze parole, certe accuse, alla luce del fatto che alla fine la Juventus ha pagato più di tutti e saremmo stati molto curiosi di vedere cosa avrebbe fatto l’Inter senza la Juventus sbattuta all’inferno”.

E poi, scrive ancora il giornalista: “Ora che i bianconeri sono tornati in paradiso si vede benissimo chi vince, oltretutto con il Var con nessuno che può più dire nulla per non cadere nel ridicolo”.

Lo ribadiamo ancora una volta, la Juventus è stata spedita in serie B senza una partita incriminata senza un arbitro coinvolto, solo sulla base di supposizioni poi smentiti dai fatti. Ci sarebbe da piangere a vedere certe cose, ma soprattutto, non accettiamo lezioni da chi ha condotto una società che si è salvata solo grazie alla prescrizioni, con intercettazioni che non erano state considerate e che erano molto più compromettenti di chi ha pagato dazio”.