L’attacco di Criscitiello: “Conte, adesso basta: dentro o fuori, il circo è finito!”

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Michele Criscitiello nel suo editoriale su tuttomercatoweb ha fatto il punto sulla ripresa del campionato di Serie A, per la quale nessuna decisione è stata ancora presa dal Ministro per lo Sport.

Uno stralcio delle parole del giornalista, assai critico con il Governo:

Il Governo del “decido domani” sta prendendo ancora tempo sul calcio e mentre apre teatri, bar, pizzerie, cinema e fisse date per tutto e tutti rinvia ancora una volta il calcio di inizio della serie A; mentre in Germania si fanno i gol, si esulta e la Merkel strappa applausi.

Conte ha paura di decidere e scarica, almeno ufficialmente, la patata bollente a Spadafora, il quale – se potesse – darebbe fuoco a tutti noi malati di calcio.

Ora l’Italia finge di indignarsi davanti alla possibilità di ripartenza del campionato e il Ministro, addirittura, prende come esempio gli Ultras; gli stessi che il Governo ha buttato fuori dagli stadi per portarli in Questura a firmare durante le partite, leggi ad hoc per distruggere le curve e il Ministro dello Sport li cita perché la pensano come lui.

Un mondo capovolto, sfruttato ad uso e consumo personale. Conte e Spadafora hanno previsto tutto e fissato delle date per la piscina, la palestra, la ginnastica, le bocce e la corsa campestre… peccato che il calcio, in Italia, sia più economia che sport.

Da rabbrividire la frase di Spadafora quando dice che non bisogna essere sportivi per essere Ministro dello Sport. Certo, nessuno ti ha chiesto di segnare un gol a San Siro o aver vinto un Mondiale.

Il senso non era “sportivo” in quanto ex calciatore o praticante ma almeno un Ministro che conosca lo sport, le sue regole e le basi. Un Ministro serio, oggi, dovrebbe prevedere delle visite nei centri sportivi più importanti e capirne le reali condizioni.

Invece parliamo di un politico che non è mai stato in un centro sportivo. Invoca le dirette in chiaro, ignorando la Melandri e continua questa guerra al calcio che oggi gli porta qualche consenso ma già lo stesso consenso sta calando, con la ripartenza dei tedeschi e il ritorno alla normalità.

Oggi si torna in campo, era ora. Siamo già in ritardo. Conte dovrà darci, massimo questa settimana, una risposta. Si gioca o non si gioca.

Il Governo che promette soldi e vende speranza non trova più terreno fertile. Le aziende non hanno visto un euro dei soldi promessi dallo Stato e tutto lo sport è sul lastrico per colpa di una scellerata gestione dello Stato e dei continui rinvii“.