La furia di Chirico: “Fosse stata la Juve a infrangere le regole…”

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È bufera sulla Lazio, per via della notizia circolata qualche ora fa, che riportava della ripresa degli allenamenti, disattendendo le regole imposte dal Governo che vieta gli allenamenti di gruppo fino al 18 maggio.

Sull’argomento si è espresso anche il giornalista Marcello Chirico, che su ilbianconero.com, ha commentato severamente:

Fregamosene, dai. Der virus, de e’ regole, de tutto quanto! A Formello funziona così, e ad indignarsi di fronte a questo menefreghismo spinto e pure un po’ sfacciato, per il momento è solo una parte della stampa sportiva.

Registrato solo un leggero sussulto da parte delle istituzioni, cioè di chi – e pure con grande fatica – ha stabilito delle regole sulla ripresa degli allenamenti. Si era stabilito così: dal 4 al 18 maggio, solo sessioni individuali e facoltative; dal 18 in poi, come consentito pure da Dpcm governativo, quelli in gruppo.

Scopriamo invece che alla Lazio hanno già iniziato a giochicchiare delle partitelle sotto la direzione del tecnico Simone Inzaghi.

Una la mattina, l’altra al pomeriggio. Tre contro tre. Ovvero, allenamento di gruppo. Non si potrebbero ancora fare, ma a Formello le regole le interpretano e le adattano a loro piacere.

E poi, se gli punti il dito contro ti senti pure rispondere “ce l’avete sempre con la Lazio”. Avrei voluto vedere come avrebbero reagito, dirigenti e tifosi laziali, se un’altra squadra (una a caso: la Juventus) si fosse comportata allo stesso modo. Accade invece a Formello, e va bene così.

Tanto “er virus se sta a ritirà”, e come ha detto il direttore sanitario del club biancoceleste, Ivo Pulcini, non è niente di più di un raffreddore.

Inoltre, sulla base di calcoli scientifici elaborati probabilmente da lui e Lotito, “il covid sta morendo”. E come i magnaccioni cantati da Lando Fiorini, Immobile e compagni si sono rimessi a sgambare e giocare a pallone tutti insieme, all’insegna del più totale “ma che ce frega, che ce ne importa”.

In ritardo come sempre, si è attivata la FIGC, istituendo un pool ispettivo col compito di verificare che nei centri di allenamento venga rispettato il protocollo sanitario federale.

Alla Lazio lo hanno già trasgredito, con tanto di testimoni, ma vedrete che oltre ad una tiratina d’orecchie non si andrà.

Lotito forza la mano ben sapendo, come membro del comitato di presidenza federale, di poterlo fare e di non subire conseguenze.
In via Allegri sembra comandare più lui di Gravina.

Silente pure il ministro contro il calcio Spadafora, iper-fiscale nel richiedere regole sanitarie molto stringenti e severe nella stesura dei protocolli ma, a quanto pare, poco attento o forse solo distratto nel controllare come vengono poi rispettate e applicate quelle medesime regole dalle singole squadre.

Di fronte a questo lassismo, non stupiamoci di vedere poi in giro tanta gente non usare le mascherine. La Lazio è lo specchio dell’Italia”.