Chiellini, Ibrahimovic, Calciopoli e Papa Wojtyla: Cannavaro dice tutto

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L’ex difensore della Juve Fabio Cannavaro, attraverso l’ennesima diretta su Instagram si espone sulla polemica che ha coinvolto il capitano bianconero Chiellini e Balotelli:

Le parole di Chiellini su Balotelli e Felipe Melo? Ognuno dice quello che sente, ma poi c’è sempre qualcuno che deve vendere”.

È normale che con gli autori del libro si cerchi la frase ad effetto che viene strumentalizzata di più. Bisogna stare nelle situazioni, nessuno può dire chi ha torto o ragione, se Giorgio sentiva di dire quelle cose nessuno può dire niente”.

L’ex bianconero puntualizza ancora una volta su Calciopoli:

Mi arrabbio quando dicono che abbiamo vinto il Mondiale per Calciopoli. In Germania smettemmo di parlare di quelle cose da subito, abbiamo vinto perché eravamo fortissimi, con un allenatore incredibile. C’è mancato solo Vieri che purtroppo s’infortunò”.

“Forse più forte di noi c’era solo la Francia. La festa al Circo Massimo è stata qualcosa di fantastico. ma il ricordo più strano sono le parole che mi disse Mauro Vladovich (segretario della Figc) prima di toccare la coppa: ‘Alzala con stile’. Mauro, e questa cosa non l’ho mai detta a nessuno, mi diede una lettera prima del Mondiale scrivendomi le parole di Papa Wojtyla, che poi mi sono tatuato: ‘Mi raccomando, non abbiate paura di avere coraggio’. E’ stata la chiave del nostro successo”.

Fabio Cannavaro racconta anche il curioso episodio che ha come protagonista Ibrahimovic ai tempi della Juve.

L’ho portato nei vicoli, a Posillipo, a vedere il golfo e lo stadio: si è divertito e innamorato della città. Io e lui cazzeggiavamo sempre, lo prendevo in giro dalla mattina alla sera. Zlatan fa ridere, è molto divertente, si vede che da giovane ha sofferto, è diventato un leader, un giocatore straordinario”

Quando venne alla Juventus rispettava tantissimo Capello e aveva bisogno di un allenatore così. All’inizio contro di me non la beccava mai, gli passavo sotto le gambe e gli dicevo che se voleva divertirsi col pallone poteva farlo tirando in porta alla fine della partitella”.