Ventrone, l’ex preparatore: “In quella Juve il merito più grande è da attribuire alla società avanguardista da Formula 1 composta da Moggi, Giraudo, Bettega e capitanata dal dottor Umberto”

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L’ex preparatore atletico bianconero Giampiero Ventrone è stato raggiunto dai microfoni della redazione di Tuttojuve per parlare della ripresa del campionato ma anche di quella Juve da lui preparata a cavallo degli anni 2000.

In Cina – dove Ventrone collabora attualmente con il Guanghzou allenato da Fabio Cannavaro – è passata abbondantemente la fase peggiore, anche se la mascherina è ancora obbligatoria. La vita è ad un attimo dalla normalità, una situazione ben diversa da quella che invece sta vivendo l’Italia”, ha detto in premessa Ventrone.

L’ex preparatore bianconero si cala in quelle che pottrebbero essere le problematiche per gli atleti:

“[…]I giocatori sono fermi da circa due mesi e in questo periodo hanno provato a svolgere qualche attività fisica tra le mura domestiche. Prima di tutto bisognerà comprendere quali saranno gli effetti avuti da questi allenamenti, oltre che verificare il loro stato psicofisico”.

Poi, seconda cosa, in quanto tempo dovranno essere rimessi in sesto? Si parla di circa venti giorni, un lasso davvero molto breve. Sono esigenze differenti da quelle a cui siamo abituati, credo che l’errore sarà più dietro l’angolo. Ad essere determinante sarà il lavoro dello staff: chi farà meno danni consentirà al calciatore di presentarsi più preparati all’appuntamento. L’importante sarà rimettere in moto la macchina”.

“[…]La Juventus è in buonissime mani perché possiede un professionista esemplare che stimo tantissimo come Tognaccini. Da questo punto di vista è l’ultima cosa di cui dovrà preoccuparsi Ia società bianconera”.

Poi un tuffo ne passato, ricordando gli anni dal 1994  in cui la Juventus ha dominato in lungo e in largo:

“Quella Juventus, in dieci anni, è stata protagonista in Italia e ha giocato per cinque volte una finale europea. Per questo è ricordata da ogni persona che ama questo sport. Dal mio punto di vista, il merito più grande è da attribuire alla società avanguardista da Formula 1 composta da Moggi, Giraudo, Bettega e capitanata dal dottor Umberto”.

Era avanti anni luce come mentalità. E’ stata loro la decisione di prendere un allenatore affamato, uno staff all’altezza e dei giocatori che avevano gli occhi della tigre, il capitano Vialli su tutti”.

“I loro carichi di lavoro sono improponibili per le squadre di oggi, perché lavoravano molto e troppo di più degli avversari. Il club ha poi vissuto delle difficoltà, ma ha saputo reagire e ritornare più forte di prima. Credo che sia arrivata l’ora di vincere la Champions, è passato troppo tempo dall’ultimo successo”.

Fonte: Tuttojuve.com