Andrea Bosco: “Con la classifica cristallizzata, l’incubo della Figc è quello di consegnare lo scudetto alla Juve che aprirebbe scenari infernali”

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Andrea Bosco, scrittore e giornalista di Tuttojuve, ha pubblicato un editoriale in cui descrive gli scenari infernali che si prospettano qualora il Governo dovesse decretare la fine del campionato di calcio.

Siamo alla linea del Piave. Tra un governo deciso a non derogare, per ora, alle restrizioni. E la necessità del calcio di salvare la stagione”, scrive Bosco..

Secondo il giornalista ci sono misure poco comprensibili nell’ultimo decreto. Per esempio la possibilità di andare a correre nei parchi ma non nei centri sportivi. Il rischio zero, per ora, è un traguardo lontano. In attesa di un vaccino il mondo della scienza predica prudenza”.

“D’altro canto il calcio produce quasi un punto del (sofferente) pil nazionale. Fermarlo avrebbe effetti devastanti.

Andrea Bosco prende atto che “il governo, forse influenzato dalla decisione della Lega francese di sospendere il suo campionato (un collega – ex “Le Monde“ – mi ha spiegato che la decisione è stata presa dal presidente Macron) sembra essersi irrigidito. Temendo, in caso di contagio (il caso Dybala è sotto ai riflettori) possibili effetti domino e roventi polemiche”.

“La Federazione, dal canto suo, vive l’incubo dei (più che presumibili) ricorsi da parte dei club in caso di cristallizzazione delle classifiche. In Francia, campione è stato decretato il Psg, primo al momento dello stop.
Consegnare, in Italia, lo scudetto alla Juventus, aprirebbe scenari infernali”.

Il tempo, tuttavia, stringe: entro il 25 di maggio l’Uefa vuole sapere se il calcio italiano riprenderà. E vuole una classifica. La Figc avrebbe deciso di spostare l’eventuale conclusione del campionato al 2 di agosto (e oltre). Oltre? Situazione indecifrabile. Il governo continuerà a “decidere di non decidere“? Anche fosse: all’ Uefa, il 25 maggio nel caso di rinviata decisione cosa verrebbe detto? E infine: ad agosto l’Uefa ha previsto di fare disputare la Champions e l’Europa League. Gravina conosce cose che noi “umani”, eccetera ?

Non so se Gravina abbia “un piano B“ . Spero lo abbia, nel caso il governo arrestasse la locomotiva, anche a costo di mettere in gravi difficoltà una azienda che assieme agli aspetti ludici, sportivi ed economici presenta non marginali aspetti sociali”.

Infine il monito del giornalista che avverte:Per come è messo attualmente il calcio italiano (indebitato, sovraccarico nel numero dei club partecipanti, frenato dall’utopia di far convivere nella medesima federazione professionisti e dilettanti) anche lo stop di una sola stagione potrebbe risultare fatale”.

Il giornalista conclude con un amara considerazione: “[…]Servirebbe che contemporaneamente il calcio pensasse a riforme serie. Quelle che per ragioni di bottega e di voti non ha mai fatto”.