Luciano Moggi: “Tanto di cappello alla Germania, non come in Italia, dove il nostro sistema è gestito da gente che ha paura”

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L’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, ai microfoni della trasmissione radiofonica Cose di Calcio in onda su Radio Bianconera, ha commentato la possibile ripresa del campionato, in quella che è ancora una situazione quanto mai incerta.

Le parole di Luciano Moggi:

Il calcio è un’azienda importante, dà lavoro a tantissime persone e paga tanti soldi al fisco, la si vuole distruggere.

Se fermi il campionato oggi tante squadre potrebbero fare ricorso, penso ad esempio alla Roma che è a tre punti alla Champions o alle squadre che retrocederanno.

Tanto di cappello alla Germania che ora sono davanti a noi: da loro il protocollo dice che se qualcuno si ammala non bisogna dirne il nome, bisogna isolarlo e continuare a giocare. Questo è il modo di operare, non come in Italia dove non si prendono decisioni mai in nessuna maniera e se si prendono sono interessate. Ognuno pensa al proprio interesse e va per la propria strada.

La realtà è che non abbiamo gli uomini giusti al comando dell’operazione, ci vorrebbe gente che non ha paura e non allo sbaraglio, come in Germania. Fare i nomi dei calciatori positivi vuol dire spaventare.

Il nostro sistema è illogico, gestito da gente che ha paura. Andremo nei casini perché abbiamo al comando gente che non ha la personalità per decidere“.