Feltri sul divorzio la Repubblica-Verdelli: “È stato a capo della Gazzetta nel 2006, a suo tempo non fu carino con la Juventus”

0
385

Il 23 aprile scorso il gruppo editoriale Gedi della famiglia Agnelli-Elkann, ha comunicato che Carlo Verdelli non sarebbe stato più il direttore de la Repubblica, sostituito da Maurizio Molinari.

Una sostituzione particolarmente discussa e contestata dai giornalisti del quotidiano che hanno proclamato un giorno di sciopero a sostegno del loro ex direttore.

Molte le ipotesi sui motivi che hanno portato Verdelli ad essere accompagnato alla porta, e in queste ore sono molti quelli che ricordano che l’ormai ex direttore di la Repubblica, ai tempi in cui prese la direzione de la Gazzetta dello Sport, sollevò e cavalcò la vicenda Calciopoli del 2006, che portò alla retrocessione in Serie B della Juventus.

Sul divorzio tra la Repubblica e Verdelli si è soffermato anche Feltri, che sulle colonne di Libero ha commentato:

“[…] Proprietari della prestigiosa testata (che a me sta sul gozzo) sono gli Agnelli, cioè la Fiat, non dei droghieri arricchiti.

Per quale ragione hanno combinato questo assurdo pasticcio? Con certezza non si sa, si possono soltanto fare delle supposizioni, parenti strette delle supposte.

Eccone una. Carlo è stato a capo della Gazzetta dello Sport, tutta milanese, per cui a suo tempo non fu carino con la Juventus, preferendo il Milan e l’Inter, squadre meneghine.

Furono i fratelli De Benedetti a chiamarlo al vertice del foglio maneggevole. Credevano in lui, che però ovviamente stava sullo stomaco a Elkann, parente stretto dei bianconeri.

Nel momento in cui questi acquistò Repubblica – già possedendo la Stampa e il Secolo XIX di Genova – si ritrovò tra le palle il sullodato Verdelli e alla prima occasione lo silurò: vendetta, tremenda vendetta.

La carta stampata è come la moglie: se le hai fatto le corna, anche se lei le ha fatte a te, prima o poi ti punisce nel peggiore dei modi. Cosicché Carlo, senza colpe, si ritrova in mezzo alla strada piena di virus […]”.