Coronavirus, Luigi Lopalco: «I guanti non servono al cittadino comune, anzi possono anche essere controproducenti»

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L’Istituto Superiore di Sanità attraverso i social chiarisce alcuni concetti sui guanti e a quanto servono a prevenire le infezioni da Coronavirus

I guanti servono a prevenire le infezioni a patto che:

non sostituiscano la corretta igiene delle mani che deve avvenire attraverso un lavaggio accurato e per almeno venti secondi
– siano ricambiati ogni volta che si sporcano ed eliminati correttamente nei rifiuti indifferenziati
– come le mani, non vengano a contatto con bocca naso e occhi
– Siano eliminati al termine dell’uso, per esempio, al supermercato
– Non siano riutilizzati

Dove sono necessari i guanti?

– in alcuni contesti lavorativi come per esempio personale addetto alla pulizia, alla ristorazione o al commercio di alimenti
– Sono indispensabili nel caso di assistenza ospedaliera o domiciliare a malati

In merito all’argomento si è espresso anche il Prof. Luigi Lopalco, epidemiologo dell’Università di Pisa e coordinatore scientifico della task force pugliese per l’emergenza Coronavirus.

I guanti non servono al cittadino comune, anzi possono anche essere controproducenti, perché le mani si lavano, ma i guanti no”.

Se li usiamo per svolgere un’operazione, dobbiamo gettarli subito dopo e evitare di indossarli troppo a lungo, perché possono diventare un veicolo di infezione. Direi di lasciare l’uso dei guanti agli operatori sanitari”.

È la posizione espressa nelle scorse settimane da Pier Luigi Lopalco, in merito all’uso dei guanti come mezzo per prevenire il contagio del coronavirus.