Antonio Corbo (Repubblica): “Ci voleva Rezza (ISS) per dire quello che i dirigenti del calcio sanno e fingono di non sapere?”

0
64

Il giornalista Antonio Corbo sul suo consueto editoriale nel blog “Graffio” su Repubblica, ha così commentato le parole di Giovanni Rezza, epidemiologo dell’istituto superiore di sanità, secondo cui non deve esserci l’ok per la ripresa del calcio (“Siamo ancora nella fase 1, per la ripresa del calcio non dare l’ok. Poi decide il governo”. La dichiarazione di Giovanni Rezza).

Il giornalista commenta cosi:

Ma ci voleva Rezza per dire quello che i dirigenti del calcio sanno e fingono di non sapere? La sua precisazione è stata quanto mai opportuna”, ammonisce Corbo.

In questi giorni, con alcuni presidenti tesi a bruciare i tempi della ripresa, emergono paradossi imperdonabili: come si fa a non pensare che il coronavirus sia ancora un pericolo per la collettività ed il calcio non può illudersi di esserne immune?”.

Corbo precisa meglio il concetto elencando una serie di punti:

“1) Per la ripresa occorre il parere favorevole del governo, d’intesa con il comitato tecnico scientifico. Se nelle previsioni i negozi di parrucchiere e barbiere sono gli ultimi a riaprire, come si ipotizza il ritorno delle partite che prevedono contatti e scontri?
2) Un contrasto in area di rigore è meno rischioso di un parrucchiere che in ambiente igienizzato e con mascherina pettina una signora?

E ancora:

3) L’allenamento di gruppo con sudore e respirazione accelerata preoccupa meno della vita in comune negli spogliatoi?
4) Sono sicuri i presidenti di allungare la stagione oltre il termine del 30 giugno con un provvedimento federale?
5) Se il contratto scade il 30 giugno, perché il calciatore dovrebbe accettare la proroga senza il suo consenso?

6) Una decisione unilaterale di Federazione e club può modificare un contratto che per definizione è l’incontro di almeno due volontà?
7) Se un giocatore, in scadenza di contratto il 30 giugno e senza vincolo di rinnovo, si è impegnato a trasferirsi ad un altro club fuori dell’Italia o a lavorare in un altro settore magari come bagnino al Papete, può essere obbligato a giocare una partita nel mese di luglio?”