Alessandro Del Piero su Sky: “Non capisco perché non mi hanno dato il Pallone d’Oro alla Juve”

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Lo storico capitano della Juventus, Alessandro Del Piero, rivive e ricorda a Sky i più bei momenti passati nel mondo del calcio.

E lo fa collegato in diretta insieme a Francesco Totti:

Abbiamo vissuto, io e Francesco, questa leadership e responsabilità da capitani. È un ruolo di grande spessore e peso in alcuni momenti, ma abbiamo fatto qualcosa di importante per il calcio in generale, rappresentandolo per tanti anni”.

La standing ovation a Madrid? Quando il pubblico ti dà questo riconoscimento, soprattutto quello del Real Madrid, è straordinario. È come vincere un trofeo”, ha detto Alex Del Piero.

A proposito di trofei, ad Alex ne manca uno in particolare: “Il Pallone d’Oro un rimpianto? È un trofeo ambizioso per chiunque, ma le dinamiche per vincerlo sono particolari e non ho rimpianti”.

Magari un paio di anni ci sono andato vicino quando eravamo spesso in finale di Champions con la Juve, ma non è accaduto, anche se non so per quale motivo. Non mi toglie il sonno però”.

Poi ancora ricordi: La prima volta che ho visto Totti? Forse in Nazionale, non ricordo un altro momento. Eravamo giovani, rappresentavamo due mondi diversi ma con grande rispetto reciproco”.

Con gli anni le nostre carriera si sono assomigliate e anche senza parlarci ci capivamo di più. Trapattoni mi ha fatto giocare tante volte insieme a Francesco, anche nel Mondiale del 2002. Poi è successo poche volte e per questo c’è rammarico perché poteva esserci la voglia di sperimentare un po’ di più. La prima cosa vissuta dopo la finale del Mondiale è stato il senso di completezza che un calciatore può avere in senso totale. È difficile da spiegare, è l’apice della carriera, il massimo della soddisfazione”.

Il giorno del ritiro:L’onda emotiva che arriva ti travolge, nonostante io mi fossi preparato. Vedere la reazione della gente, tutti in piedi e a piangere, increduli, felici ma tristi, è stato qualcosa di incredibile. Sono momento più belli di un trofeo e di una vittoria, una giornata unica”.