Juve, Chirico risponde a Diaconale: “I tifosi juventini non sono in grado di condizionare le decisioni del governo. I giocatori della Lazio ascoltano il loro presidente-virologo?”

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Marcello Chirico risponde prontamente alle provocazioni del portavoce della Lazio nei confronti dei tifosi bianconeri.

Attraverso le colonne de IlBianconero il giornalista scrive: “Voglio tranquillizzare il collega Arturo Diaconale: I tifosi juventini non sono in grado di condizionare le decisioni di nessun governo.

Men che meno di quello attuale, già poco disponibile di suo nei confronti del calcio. Saranno anche 14 milioni, ma non li ascolta nessuno, altrimenti qualcuno dal 2006 a oggi si sarebbe degnato di farlo accogliendo la loro giusta richiesta di riaprire il processo sportivo su quello scempio che fu Calciopoli, adducendo come buon motivo per farlo la mole di materiale emerso in tutti questi anni e che contraddiceva, se non addirittura stravolgeva, l’intero impianto accusatorio iniziale”, precisa Marcello Chirico.

Quindi, si tranquillizzino pure a Formello, non sarà il popolo juventino ad impedire la ripresa degli allenamenti e, di conseguenza, forse pure quella del campionato. Mi avvalgo del beneficio del dubbio in quanto il virus non sta “ad arretra’”, come sostiene il Dr. Lotito, ma è purtroppo ancora bello vispo e continua a fare danni”.

“Siccome però sono in tanti a spingere per tornare a giocare, e la prima a volerlo è proprio la Federazione, spaventata dalla sola idea di non poter assegnare questo scudetto sul campo ma a tavolino, è davvero molto probabile che questo accada. Con tutti i rischi del caso. Non sono gli juventini a dirlo, ma i medici, il cui parere magari conterà qualcosa.

Poi la domanda: “Mi piacerebbe tanto sapere cosa pensano a riguardo i giocatori della Lazio e il loro allenatore Simone Inzaghi. Se sono tutti sintonizzati sul pensiero del loro presidente virologo, oppure prima di tornare ad allenarsi vorranno capire bene, da medici veri e non dei Dulcamara qualunque, quanto rischiano sul serio”.

Perché i bollettini giornalieri della Protezione Civile li ascoltano pure loro, e finora in nessuna conferenza stampa è stato mai confermato che “il virus sta ad arretra’”, infatti per la prima volta dai tempi del conflitto bellico mondiale gli italiani saranno costretti a trascorrere una Pasqua blindata. Giocatori della Lazio compresi”.

Glielo vogliamo andare a chiedere? Oppure il regime imposto dal Dr. Lotito non consente di esprimere opinioni, men che meno un dissenso dalla linea societaria? Il Governo non ascolta gli juventini, ma il comitato medico-scientifico, e sulla scorta di quanto gli verrà consigliato di fare, consentirà o meno agli atleti di tutte le discipline sportive di riprendere gli allenamenti. Poi se la Lazio riterrà di decidere autonomamente quando ricominciare nel centro santificato di Formello, lo faccia pure. Come ripete fino alla noia Diaconale, non sono loro i virtuosi? I buoni? Quelli che rispettano le regole e non lasciano partire i giocatori?”

Ricordo che nel 2006 ci fu chi si definì onesto, e gli venne tributato gratis uno scudetto. A furia di esibire le proprie virtù, magari pure la Lazio otterrà di poter iniziare ad allenarsi quando vuole, in barba alle regole. Talvolta in Italia, soprattutto nel calcio, funziona così. Auguro una buona e serena Pasqua a Diaconale e a tutti i tifosi laziali come lui.