Moggi torna sulla pubblicazione delle intercettazioni: “Non mi querelano perché sanno che ho ragione”

0
1353

L’ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, nel corso di un’intervista concessa a calciomercato.com è tornato sulla vicenda Calciopoli che, a distanza di anni, ha ancora numerosi punti oscuri.

Moggi nelle scorse ore, sul suo profilo Twitter, ha pubblicato due intercettazioni telefoniche dell’ex arbitro Massimo De Santis e l’ex addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani, prima e dopo il match Fiorentina-Milan del 2005:

De Santis a Meani: “Hai visto sono stato capace di far fare il silenzio stampa alla Juve, non c’era mai riuscito nessuno nella storia del calcio”.

Meani a De Santis: “Sei un amico, lo dirò al capo”.

Nella seconda intercettazione, Meani a De Santis:

“Ti telefono per dirti che abbiamo tre giocatori diffidati, Rui Costa, Nesta e Seedorf. Non li ammonire perché domenica giochiamo a Milano contro la Juve”.

Intercettazioni che hanno creato molto clamore, e alla domanda se avesse voluto mandare un messaggio a qualcuno, Moggi ha risposto:

“Io non ho bisogno di mandare messaggi a nessuno, riporto solo la realtà: Calciopoli è stata una grossa farsa, non lo dico solo io, lo dicono tutti.

Siccome quando si parla di certe cose bisogna essere documentati, ho voluto mostrare che se pubblico un’intercettazione con giorno e ora, corrisponde alla verità. Ormai Calciopoli è il passato, ma la realtà va ancora riportata.

Se qualcuno ha qualcosa da eccepire, perché non mi querela? Non lo fanno perché sanno che ho ragione“.