Juve, Montero: “Io interista mancato grazie a Luciano Moggi e Marcello Lippi”

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Paolo Montero, ex difensore della Juventus e oggi allenatore della Sambenedettese, ha concesso una lunga intervista ad Alessio Alaimo su TuttoMercatoWeb.

Ecco alcuni passaggi:

Montero non si fa illusioni sul Coronavirus: “Temo che non sarà un periodo corto. Non voglio essere pessimista, ma andremo per le lunghe. Ho letto l’intervista di Cannavaro che vive in Cina, non supereremo in fretta questa situazione”.

Poi si passa a parlare di calcio, di allenatori:

Da quando ero bambino al Penarol ho avuto allenatori propositivi che cercavano il risultato. E questo mi è rimasto. In Italia ho un bel ricordo di Mondonico, Lippi, Ancelotti, Capello e Guidolin che ha allenato il Vicenza più importante di tutti i tempi”.

Montero rivela di quando poteva andare all’Inter:
Avevo già avuto una riunione con l’Inter. Un giorno, quello decisivo, ero a Bergamo, sarei dovuto andare a Milano per firmare. All’improvviso mi hanno chiamato Moggi e Lippi…”. E poi la storia la conosciamo tutti:

Stavo discutendo con l’Inter sul contratto, ma ricevere la chiamata dall’allenatore, che avevo avuto all’Atalanta, è stato determinante. Poi Moggi facendo la trattativa mi ha fatto capire quanto mi volesse. E così rispetto all’Inter ho scelto Lippi e la Juventus”.

La panchina dei sogni?
“Mi piacerebbe rifare il percorso fatto da calciatore: Atalanta e Juventus. Però oggi penso al presente, qui a San Benedetto la gente mi ha trattato bene, non voglio mancare di rispetto ai nostri tifosi”.

Che effetto le ha fatto vedere le immagini delle bare trasportate nella sua Bergamo?

La realtà ha superato la fantasia. Impressionante. Un disastro. Quando ho visto quelle immagini è stato un colpo al cuore. Mi auguro che ciò non arrivi in Sudamerica o in Africa, la sanità da quelle parti non è preparata ad affrontare una situazione del genere per la quantità di persone”.