Mascherine contro il coronavirus, Gabanelli: «Chi le produce in Italia non ha nessun via libera alla vendita»

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Milena Gabanelli fotografata in occasione della cerimonia di premiazione dei vincitori della 58ma edizione del Premiolino. Milano, 20 Giugno 2018. ANSA/FLAVIO LO SCALZO

Milena Gabanelli, attraverso le colonne del Corriere della Sera prosegue nell’inchiesta sulle mascherine contro il coronavirus e approfondisce il tema della loro produzione in Italia.

Dalla Sapi di Reggio Emilia, ad altre 7 aziende accompagnate alla riconversione dal Tecnopolo di Mirandola; dalla Fater che fa pannolini e ha avviato una linea di produzione su richiesta della Protezione civile, alla Fippi, su pressione di Assolombarda”, racconta la giornalista nella seconda puntata dell’inchiesta (dopo che nella prima aveva spiegato perché è difficile far arrivare in Italia i dispositivi di protezione).

La Fippi è stata guidata dal Politecnico nella scelta del materiale giusto, ha superato i test di laboratorio, avviato la produzione di 900.000 mascherine chirurgiche al giorno due settimane fa”.

Oggi ne ha in stock 4 milioni. Ebbene queste aziende non possono ancora commercializzarle perché l’Istituto superiore di sanità, che per decreto deve rispondere entro 3 giorni, non lo ha ancora fatto. La procedura semplificata alla fine si arena ancora una volta nella confusione romana”, ha spiegato Milena Gabanelli.

E poi, quando l’emergenza sarà finita cosa succederà? Tutte le aziende che hanno investito in una riconversione per aiutare il Paese o perché erano in crisi, si troveranno di nuovo a competere con quei mercati che producono a 10 centesimi quello che qui costa 50?” si è chiesta l’ex conduttrice di Report.