Coronavirus, Moggi lancia l’allarme: “Se Serie A non dovesse ripartire, si potrebbero registrare fallimenti. Si rischia il flop per le troppe plusvalenze”

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Luciano Moggi, attraverso le colonne di Libero Quotidiano ha voluto lanciare il monito in relazione all’effetto domino devastante che potrebbe subire il calcio italiano a causa del coronavirus.

Indubbiamente i giocatori stanno dando una mano al calcio decurtandosi gli stipendi di marzo, aprile, maggio e giugno, qualora il campionato non riprenda”.

A questo proposito i giocatori della Juve, dando dimostrazione di alto senso di appartenenza, si sono autotassati precedendo tutti, a cominciare dalla loro associazione”.

Secondo noi, ora più che mai, si dovrebbero fare verifiche sulle sofferenze bilancistiche di tante società i cui conti potrebbero essere in rosso se non venisse usato con troppa frequenza l’ esercizio di plusvalenze che hanno il potere di anestetizzare il bilancio, senza azzerare il debito, ma solo rinviandolo”.

Lo scriviamo non per generare allarmismi, solo allo scopo di evitare quanto successo al calcio nel passato. Prevenire il male, anziché curarlo, potrebbe evitare fallimenti sofferti e neppure tanto improvvisi come quello del Parma di qualche anno fa: il club finì in bancarotta per una condotta manageriale scriteriata che, facendo uso delle plusvalenze, rimandava il debito da un anno all’ altro, sino ad uscirne soffocata”.

Luciano Moggi ritiene che “se il campionato non dovesse ripartire, si potrebbero registrare fallimenti sia in A che in B anche perché, per alcuni club, non sarebbero sufficienti i decurtamenti degli stipendi, essendo l’ indotto di ogni società molto variegato e costoso”.

“Adesso però il calcio deve salvarsi da solo e i suoi governanti lo devono aiutare. È nei momenti difficili che, al di là delle dichiarazioni di circostanza, si deve agire per salvare il salvabile.