Il parere di Damascelli: “Il calcio avrebbe il dovere di fermarsi”

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Il giornalista Tony Damascelli nel suo editoriale pubblicato su Il Giornale ha commentato la situazione di incertezza vissuto dal calcio italiano, dopo la sospensione del campionato a seguito dell’emergenza coronavirus.

Le parole di Damascelli:

“Oltre la speranza non c’è nulla. Dovrebbe vincere la ragione, dunque il calcio avrebbe il dovere di fermarsi. Una volta per tutte. E per tutti.

E, invece, che cosa stanno architettando i dirigenti e affini del sistema pallonaro? Di far slittare il calendario, andando ad okkupare, è il caso di scrivere le due kappa, come abusivi, le date che erano consegnate ai Giochi dell’Olimpiade, una specie di sciacallaggio per usare un termine forte ma di immediato intendimento.

Ma, prima di tutto, ci dovrebbe essere il buon senso, quello che porterebbe automaticamente alla sospensione definitiva del campionato, senza alcuna assegnazione del titolo, perché non si può essere campioni, se il campionato tale non è stato, non ci si può vantare di uno scudetto che il campo non ti ha aggiudicato.

C’è il problema delle retrocessioni, da bloccare pure quelle, per consentire alle prime due della B di salire e così ampliando il torneo a ventidue squadre, una tantum, magari con l’introduzione dei play off che piacciono al presidente federale Gravina.

E, infine, trasferire all’Uefa (un ente al quale interessano i quattrini il resto è fuffa di propaganda), la lista delle squadre da Champions e da Europa League.

Sarebbe tutto meno complicato rispetto alle deroghe per contratti di calciatori, allenatori e sponsor, così sarebbe più dignitoso e rispettoso della salute degli atleti.

È una commedia, per il momento, senza fine. Nessuno ha il coraggio di fare un passo in avanti, di dire «Io scendo, continuate voi».

Si aspetta, fino a quel giorno continueremo a contare le vittime del virus e a giocare con la data della ripresa degli allenamenti. Più che una commedia, è una farsa tragica”.