CorSera su Chiellini: “Rinnovo già pronto. Competente, aziendalista, impegnato nel sociale, in pratica un dirigente con i pantaloncini corti”

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Uno degli argomenti più discussi in questo delicato momento della stagione calcistica è senza dubbio il taglio degli stipendi dei calciatori di Serie A.

A dare un primo segnale la Juventus, che ha firmato un accordo in cui la squadra ha rinunciato a 4 mensilità, il che farà risparmiare alle casse della società bianconera circa 90 milioni di euro.

A fare da intermediario tra società e spogliatoio, il capitano bianconero Giorgio Chiellini, di cui parla l’edizione odierna del Corriere della Sera:

“Studioso, competente, aziendalista, impegnato nel sociale, in pratica un dirigente con i pantaloncini corti: il rischio, quando si parla di Giorgio Chiellini fuori dal campo, è quello di farne un ‘santino’ o di considerarlo una specie di Luciano Lama (che era juventinissimo) redivivo alla Continassa.

Poi però basta vederlo in campo – e succederà anche nel 2021, il rinnovo è già pronto – per essere attratti nel bene e nel male (nel caso degli avversari) dalla sua rudezza un po’ primitiva e dalla sua forza trascinante. (…)

Esiste un capitano, capace di difendere la propria area come se fosse una questione vitale. E anche di usare le parole giuste coi compagni per illustrare le proposte della società sulla riduzione degli stipendi: un affare per la Signora, che alleggerisce di 90 milioni il bilancio al 30 giugno.

E anche per i giocatori, che dopo quella data – sull’esercizio successivo – rivedranno più della metà dei loro soldi. (…)

La laurea specialistica in Business Administration con lode (e menzione), conseguita a Torino dopo quella in Economia con 109 ( media voto del 28) – una sul modello economico juventino e l’altra sul bilancio della società – è l’apice di un percorso parallelo a quello calcistico, che Chiellini ha iniziato già alle elementari.

Manager severa, responsabile dell’area mediterranea di una compagnia navale norvegese, mamma Lucia marcava i ragazzi nello studio come Giorgio marca gli attaccanti. E quando il figlio non voleva andare in classe accampando qualche scusa, lei tagliava corto: ‘Niente scuola, niente calcio‘. (…)”