Coronavirus, misure funzionano ma Pregliasco avverte: “Al Nord l’epidemia partita in modo subdolo. Il rischio è che possa succedere anche al Sud”

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I numeri diffusi dal commissario Angelo Borelli nella conferenza stampa alla Protezione civile evidenziano un primo trend positivo.

Il totale dei guariti arriva a 13.030 (646 il dato odierno).
Segnali positivi, appunto, ma ancora insufficienti per poter pensare che siamo ad una svolta.

Il virologo Fabrizio Pregliasco dell’Università di Milano ha interpretato questi dati: “Da quello che emerge, nei limiti della rappresentatività dei dati giornalieri, possiamo parlare di un segnale positivo che, al momento, conferma la necessità di continuare ad insistere con le rigorose misure di isolamento sociale in atto perchè non siamo ancora davanti ad una vera inversione di tendenza”.

Ora però particolare attenzione va alle Regioni del Centro-Sud, dove potrebbe verificarsi un aumento dei casi:

Ora la nuova frontiera è proprio il Sud. Per il momento – spiega l’esperto all’ANSA – ci sono focolai più ristretti ma bisogna prepararsi per tempo al peggio ed al rischio di un’ondata. La speranza è di riuscire a migliorare il controllo per impedire che tali focolai possano espandersi ulteriormente”.

Insomma, “bisogna organizzarsi per tempo per riuscire a gestire, se si dovesse verificare, lo scenario peggiore, ma continuano ad esserci dalle Regioni meridionali segnalazioni della necessità di implementare le dotazioni di dispositivi di protezione individuale spesso insufficienti”.

Cruciale, secondo Pregliasco, è quindi indispensabile “attrezzarsi da subito, perchè anche al Nord l’epidemia è partita in modo subdolo e rallentato per poi avere uno sviluppo verticale repentino. Il rischio è che possa succedere anche al Sud”.