Luciano Moggi: “Ripresa del campionato? Ecco quali discorsi di convenienza entrano in ballo”

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L' ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi al suo ingresso al Parco dei Principi, presso la Corte di giustizia federale, per l'appello dopo la sentenza emessa dalla Disciplinare il 15 giugno scorso, oggi 8 luglio 2011, a Roma. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Lungo editoriale di Luciano Moggi sulle pagine di Quotidiano Libero.

Stavolta l’ex Dg bianconero ha analizzato le posizioni dei club in relazione alla ripresa del campionato di Serie A.

Ormai il Coronavirus ha infettato questo mondo dove si ragiona talvolta per convenienza e intanto si cercano soldi dal Governo per le eventuali perdite, come se il campionato fosse già terminato”.

La video conferenza di martedì tra il presidente della serie A, Dal Pino, e i 20 delegati delle società, ha trovato tutti concordi nello stilare un documento che Gravina dovrà sottoporre al Governo per chiedere aiuto economico affinché il calcio possa sopravvivere”.

Mentre diversa e anche contraria è la posizione degli stessi dirigenti, se rapportata alla posizione di classifica della propria squadra sino alla 26sima giornata, quando il calcio si è dovuto fermare”.

“Qui ovviamente entrano in ballo discorsi di convenienza che vanno al di là della calamità che ci ha colpito”.

Lotito è tra gli ottimisti e vorrebbe riprendere il campionato prima possibile, anche perché la sua squadra sta brillantemente tenendo testa alla Juventus che la precede di un solo punto”.

“Andrea Agnelli, al pari del dg dell’Inter Marotta, non è contrario ma predica prudenza e responsabilità nel caso dovesse essere ripresa l’attività”.

Nettamente contrari alla ripresa quei presidenti le cui squadre stanno lottando per non retrocedere. Tra questi, su tutti, Cellino (il cui Brescia è attualmente ultimo) che tuona su Lotito: «Se vuole lo scudetto dateglielo pure». Manca come si vede unità di intenti tanto da far pensare che il virus, per qualcuno, possa anche essere un’opportunità, una porta aperta per uscire da una situazione critica”.

Nessuno può sapere del futuro perché la guerra è contro un avversario invisibile, ciò nonostante ognuno parla a salvaguardia dei propri interessi, aggiungendo, ogni qualvolta e ad abundatiam, giusto per cavarsela in calcio d’angolo, «la salute è l’unico bene da salvare»”.

“La palla adesso passa al presidente Gravina che, giustamente, deve prevedere una eventuale ripresa per non farsi trovare impreparato, ammesso che il virus lo permetta”.

“Si è parlato del 20 maggio, improbabile secondo noi, e sempre che il governo non proroghi l’ordinanza del 3 aprile”.

“Magari più praticabile una ripartenza a giugno per permettere alle squadre di poter riprendere la preparazione e chiudere il campionato. Sarebbe un’ancora di salvezza per il movimento calcistico perché ripartirebbero i diritti tv e con essi gli sponsor e tutte le attività collaterali, andrebbero in Champions ed Europa League le squadre aventi diritto, sarebbe regolare la lotta per non retrocedere, evitando così ogni lamentela”.

“Se ciò non dovesse essere possibile, l’alternativa potrebbe essere congelare il campionato alla 26sima giornata, non assegnare lo scudetto, comunicare alla Uefa le squadre per Champions ed E-League in base al- la classifica di quella giornata e congelare le retrocessioni. Assorbendo le prime due della B, Benevento e Crotone, per un campionato a 22 squadre per la prossima stagione”.