Ripresa degli allenamenti, Tardelli: “C’è qualcuno a cui piace sostenere il contrario di ciò che dicono gli altri”

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Marco Tardelli, ex centrocampista della Juventus ha parlato oggi ai microfoni del Corriere dello Sport.

Tardelli ha affrontato i temi legati al delicato momento che sta vivendo il calcio italiano e il Paese in generale:

È una situazione molto difficile, non c’è dubbio. E tutti devono stare attenti a come ci si muove. L’emergenza non fa eccezioni. Il calcio deve restare compatto, lasciar perdere le polemiche”.

Sulle polemiche legate alla ripresa degli allenamenti:

È sempre accaduto, nel nostro ambiente. C’è qualcuno a cui piace sostenere il contrario di ciò che dicono gli altri. Lo trovo normale o quasi”.

Quello che conta è il punto d’incontro a cui si arriva. Una cosa è sicura: andarsi a cercare le polemiche in questo momento è abbastanza sciocco. Sa qual è secondo me il lato positivo di queste vicende? Il calciatore è tornato a parlare”.

A occuparsi delle questioni della sua professione. Non si era mai chiesto prima ai giocatori se fosse il caso di andare in campo o meno, se ci potesse allenare in certe condizioni oppure no. Le cose si facevano e basta. In tempi passati e normali, a nessuno veniva in mente di interpellare i calciatori. In un momento così pesante, perlomeno si sente la loro voce”.

Alcuni giocatori, cominciando da Higuain, Pjanic e Khedira, hanno preferito lasciare l’Italia:

Voglio pensare alla buona fede. Mi sembra che Higuain avesse problemi con la salute della madre e ha voluto starle vicino. Mi auguro sia questa la verità, certamente lo è. Gli altri non avrebbero dovuto farlo. Per rispetto di tutti, non solo dei tifosi.

Sei venuto momentaneamente in questo Paese, che ti è sempre stato vicino e che adesso ha problemi. Credo bisognerebbe uscirne insieme.

Poi capitano anche cose sgradevoli come la positività al Coronavirus di Dybala e della compagna. Ma lui è rimasto. Ha subito il contagio ed è qui. Non si deve scappare. Si accettano i lati positivi e quelli negativi delle proprie scelte. Perché siamo una squadra, che ora è grande come l’Italia intera”.

Si combatte tutti insieme. Se diamo l’esempio sbagliato, gli altri lo recepiscono e fanno la cosa sbagliata”.