Marcello Chirico: “Quella della Lazio tattica allo stato puro”

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Marcello Chirico non fa passi indietro e continua a “denunciare”, le tattiche della Lazio e dei suoi “simpatizzanti” per scippare lo scudetto alla Juve.

Scrive Chirico: “È ufficiale: Juventus – Lazio è già cominciata, e con ogni probabilità, andrà avanti fin quando non la si giocherà davvero, sul campo (si spera). Per ora il confronto è tutto e solo dialettico tra noi opinionisti di parte”.

Ieri ho dovuto replicare ad Arturo Diaconale, responsabile della comunicazione della SS Lazio, oggi rispondo al collega di Calciomercato.com, Luca Capriotti, curatore dello spazio LazioMania, il quale mi tira in ballo nel suo ultimo editoriale senza mai nominarmi, anche se i riferimenti al sottoscritto sono chiari”.

“E adesso quel “qualcuno dalle parti di Torino” vuole mettere, serenamente, le cose in chiaro”.

Ripartiamo, ancora una volta, dalla storia degli allenamenti delle squadre, ora interrotti e che non è ancora stabilito quando potranno riprendere. Ciascun club ha individuato delle date, compatibilmente con l’evoluzione dell’emergenza sanitaria in corso e i contagi verificatisi tra i giocatori . Proprio a causa di quest’ultimi, molte rose sono state costrette a mettersi in quarantena , e questo le costringerà a riprendere la preparazione ad aprile”.

“Quella della Juventus è una di queste. La posizione della Lazio è stata espressa dal suo presidente nell’ultima assemblea di Lega: ripresa il primo possibile (il 21 marzo è la data calendarizzata) con giocatori in ritiro da quel momento in poi, in modo da tutelarne la salute. Se li ricominciano pure gli altri club, bene, altrimenti lei li farà allenare lo stesso. Proposta respinta da Andrea Agnelli che ha accusato Lotito di pensare più allo scudetto anziché preoccuparsi del benessere dei propri calciatori”.

Controreplica del laziale: “Non siamo in una Monarchia!”. Da qui la bagarre. Con vicendevoli accuse: Lotito irresponsabile, Agnelli finto buonista. L’eterno scontro tra bene e male”.

E ciascuno adesso si schiera. Il sottoscritto non si ritiene affatto un suddito della restaurata monarchia sabauda, però ritiene logica la posizione di Agnelli: difronte agli effetti devastanti del coronavirus occorre buon senso. Se alla gente comune viene chiesto di starsene a casa, ai giocatori non può essere imposto di allenarsi”.

Pure l’AIC concorda su questo. Non Lotito. E qui entra in gioco Capriotti, accusandomi di aver lanciato una maledizione su Formello: l’augurio che il coronavirus faccia danni pure lì, in modo da far comprendere a Lotito la gravità della situazione. Un’affermazione “talmente orrenda – scrive – che solo la paura di perdere (lo scudetto?) o il momento di estrema difficoltà” possono averla suggerita a quel “qualcuno dalle parti di Torino”. Ovvero, al sottoscritto (nb. prossima volta citami pure, non mi offendo)”.

È evidente che volevo solo esasperare il concetto, mica augurarmi il contagio pure per Inzaghi e i suoi ragazzi. Non arrivo a tali vette di cinismo. Credevo lo si fosse capito, non è stato così. Mi sorge però il dubbio che “dalle parti di Roma” faccia comodo, in questo momento, fingere di non aver capito così da far passare per cattivi “quelli di Torino”. Come fa appunto Lotito”.

Tattica, allo stato puro – scrive ancora Chirico – Eppoi, “paura di perdere lo scudetto”, ma dove. E per quale motivo. La Juventus è 1° in classifica, anche se solo di un punto, ma davanti alla Lazio. Mancano 13 partite alla fine, ci sono 39 punti in palio e lo scontro diretto da giocare proprio allo Stadium.

“L’auspicio è poterle davvero disputare tutte le gare restanti, significherebbe che il Paese sarebbe tornato alla normalità, dopodiché vinca il migliore. Pure la Lazio sta facendo un gran campionato e merita di giocarsi fino in fondo la possibilità di agguantare lo scudetto. Nella prima parte della stagione ha pure battuto per ben 2 volte la Juve, è un avversario forte e competitivo. Ma non c’è nessuna paura. Ve la state inventando voi dalle parti di Roma. Te lo garantisco, Luca”.

“Criticare Lotito non è la spia di alcun timore, ma appunto solo una critica, ad un presidente definito dallo stesso Capriotti “un avversario non normale”. Un personaggio scaltro, ambizioso, prepotente, senza troppi scrupoli. Uno che come trovo proprio scritto su LazioMania, “non mollerà l’osso nemmeno di fronte ad una pandemia”. Però il cinico sarebbe il sottoscritto…