Zoff : “Avrei giocato a porte chiuse. Non avrei avuto paura di giocare sapendo che sussistevano le condizioni per farlo senza rischi”

0
63

L’ex storico portiere Dino Zoff nel corso di un’intervista a Il Mattino, ha commentato il difficile momento vissuto dal calcio italiano, a seguito dell’allarme coronavirus, che ha stravolto il calendario di Serie A.

Le parole di Dino Zoff:

“Chi ha la responsabilità di condurre il Paese è deputato a decidere.

Quindi, se ha deciso che il campionato si può giocare a porte chiuse la cosa da fare è attenersi a questo.

Il presidente dell’Assocalciatori Tommasi ha espresso la sua posizione ed è stato giusto farlo perché ogni componente ha un suo peso.

Ma poi a decidere in situazioni di emergenza nazionale, come lo è questa legata al coronavirus, è il Governo: nell’ultimo decreto è stato previsto di poter giocare con la sussistenza delle condizioni di sicurezza e delle opportune precauzioni per i calciatori.

La Figc dopo la riunione straordinaria esprimerà il suo parere in merito e prenderà la sua posizione, la stessa cosa ha fatto e farà la Lega Serie A“.

Alla domanda se lui sarebbe sceso in campo in una situazione del genere, Zoff ha risposto:

Sì, lo avrei fatto. La mia paura sarebbe stata la stessa di qualsiasi altra persona che sta vivendo questa situazione drammatica. Ma non avrei avuto paura di giocare sapendo che sussistevano le condizioni giuste per farlo senza rischi“.

Zoff ha poi commentato:

“Nella mia carriera non ho mai giocato a porte chiuse, però ne ho viste diverse di partite del genere in Tv.

Il calcio resta calcio, legato alla partita, a quello che succede in campo. Ma sicuramente non è una cosa piacevole per un calciatore perché manca il supporto del pubblico: con i tifosi allo stadio è tutta un’altra cosa.

Sicuramente è una situazione anomala. Ma poi vale sempre il risultato del campo: i calciatori trovano comunque la concentrazione per provare a vincere la partita.

Certo, senza pubblico manca il pathos, l’entusiasmo per un gol segnato, la delusione per una rete subita. Sicuramente è una cosa ben diversa da una partita giocata con il pubblico sugli spalti.

In un momento così drammatico il calcio in Tv ha potuto rappresentare un attimo di distensione, almeno c’è stato un po’ di svago, perché il calcio rappresenta la passione più grande per gli italiani. Sicuramente ha consentito per qualche ora alla gente di distrarsi davanti alla Tv distogliendosi per un po’ dalle notizie del dramma al coronavirus.

Ma è chiaro che alla base c’è sempre la sicurezza dei cittadini, in questo caso dei calciatori, tecnici, accompagnatori, dirigenti e di tutti quelli che ruotano intorno all’organizzazione di una partita di calcio”.