Rischio sospensione campionato di Serie A: La Juve in questo momento sarebbe Campione d’Italia

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È di poco fa la decisione del CONI che nella persona del suo presidente Malagò che comunica lo stop a tutto lo sport italiano fino al 3 aprile.

E la conferma arriva anche dal premier Conte che ha ratificato appunto la sospensione con un decreto.

Ma cosa succede in caso di sospensione definitiva della Serie A per l’emergenza Coronavirus? Chi vince lo scudetto? Chi va in Champions? Cosa succederebbe con la classifica di Serie A? Cosa dice il regolamento?

La sospensione del campionato di calcio per l’emergenza Coronavirus, rappresenterebbe una situazione senza precedenti.

Come riferisce Fanpage sul proprio portale web “sarebbe indispensabile dunque l’intervento dei vertici Federali e della Lega, per decidere con un provvedimento ad hoc come procedere e quali criteri adottare per determinare il vincitore dello Scudetto, la squadre qualificate alle coppe e quelle retrocesse in Serie B”.

Secondo il regolamento però, in questi casi verrebbe presa in considerazione la classifica dell’ultima giornata completa di campionato.

Nel nostro caso si tratterebbe della ventiquattresima, che vede la Juve prima con 57 punti, seguita da Lazio (56) e Inter (54).

In questo caso campione d’Italia sarebbe la Juventus, con Lazio, Inter e Atalanta in Champions e Roma e Verona in Europa League.

A onor di cronaca, la decisione finale spetterebbe alla Lega, che potrebbe anche considera il campionato semplicemente nullo.

Secondo quanto invece riferisce IlBianconero.com sul proprio portale web, la Figc dovrebbe, innanzitutto, “rimettere mano al regolamento che non prevede nulla in caso di chiusura anticipata del campionato: la prima ipotesi, è lo slittamento degli Europei, così da permettere alle squadre di recuperare in estate quanto manca del campionato”.

E ancora, si legge sul portale di fede bianconera: “Poi, ci sarebbe invece l’opzione chiusura definitiva, con questo scenario possibile: tenere conto della classifica per i piazzamenti, ma senza considerare. Infine, ci sarebbe anche la possibilità di compressare quel che resta da giocare in un tour de force di una partita ogni due giorni, ma si tratterebbe di un compromesso difficilmente accettabile dalle società”.