Massimo Pavan contro l’Inter: “Volevano un altro scudetto di cartone. Volevano un aiutino giocando a porte chiuse”

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Massimo Pavan, interviene con un suo editoriale a proposito della decisione del Governo di rinviare la gara tra Juve e Inter a cui sono seguite le dure parole dell’Ad dell’Inter Beppe Marotta, non soddisfatto della decisione presa all’ultimo minuto.

Ecco le parole del giornalista di fede bianconera:

“Evidentemente ci hanno preso gusto, a vincere scudetti di cartone che hanno vinto altri, poi ci si abitua ed una volta che si preannuncia una gara a porte chiuse sul campo della nemica storica, evidentemente poi fai fatica ad accettare un rinvio che può garantire il corretto svolgimento dell’evento senza penalizzare nessuno”, sostiene Pavan.

Sembra essere questa la reazione isterica di una parte del popolo e di qualche personaggio illustre nerazzurro che ha parlato di mosse ingiuste, di due pesi e due misure e che forse avrebbe fatto a meno di vedere 40.000 tifosi bianconeri pronti ad accogliere l’ex Conte con gli occhi pieni di carica agonistica per superarlo”.

Forse qualcuno aveva un pò di paura, ma fortunatamente la gara non si giocherà oggi, evitando una scandalosa operazione che avrebbe falsato il campionato”, ha tuonato Massimo Pavan.

“Ora ogni squadra dovrebbe giocare nel suo stadio senza favori a nessuno e questo, anche in un calendario intasato, è comunque un punto per garantire almeno questo aspetto di parità”.

Chi non voleva giocare a porte aperte, evidentemente voleva un aiutino, magari avrebbe avuto piacere di vincere a tavolino, un bel titolo assegnato magari arrivando terzi come qualche anno fa, del resto le belle abitudini non si possono perdere con gli anni”.

Se la Juventus passerà di mano il titolo lo farà a una rivale che non avrà vinto con manovre strane, stringendole la mano come sempre si fa ai più bravi”.

Questo rinvio aiuta la regolarità e soprattutto permette ai tifosi che hanno pagato il biglietto di essere regolarmente presenti al match o quanto meno di rivendere il ticket”.