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giovedì, Giugno 20, 2024

Paradosso Juve: Primato e fischi. Ma successe anche con Conte e Allegri

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La Gazzetta dello Sport tra le sue colonne parla di “paradosso Juve”.

I sudditi di Madama sono fedeli ma anche parecchio esigenti, e al primo scricchiolio della muraglia bianconera non trattengono il malcontento”, scrive La Gazza.

“Domenica il gesto plateale di Paulo Dybala, che dopo il gol dell’1-0 ha chiesto alla sua gente di non fischiare più, ha riportato d’attualità una vecchia questione, quella dei mugugni dell’Allianz Stadium quando la trama della partita non incontra il gradimento del pubblico”, ricorda La Gazzetta dello Sport.

In realtà durante la gara con il Brescia i fischi sono stati sporadici e circoscritti ad alcuni giocatori. Però si sono uditi chiaramente quando un errore di Bentancur avrebbe potuto spalancare la porta a Zmrhal e anche al momento dell’ingresso in campo di Matuidi”.

“Certo è che fa un effetto strano guardare la classifica della Serie A, riflettere sul fatto che la Juventus sia pienamente in corsa su tutti i fronti (oltre al campionato, dove con la sconfitta dell’Inter è tornata al primo posto da sola, anche in Champions League e in Coppa Italia) e allo stesso tempo credere che i tifosi possano avere motivi validi per essere insoddisfatti”.

Però lo juventino è storicamente così, aggrappato al motto societario (l’unica cosa che conta è vincere) e diventato ancora più incontentabile dopo otto anni di dominio italiano”.

“Il tifoso bianconero di solito non fischia perché la squadra gioca male, ma perché non vede l’impegno e la concentrazione che vorrebbe in campo”.

“Non a caso domenica pomeriggio è accaduto quando qualche giocatore ha cercato uscite da dietro un po’ rischiose o sono stati sbagliati passaggi banali”.

“Sono le scorie delle due sconfitte di fila in trasferta in campionato, contro Napoli e Verona, che hanno minato le certezze di una tifoseria ormai disabituata a vedersi contendere le scudetto”.

“Dybala si è sentito in dovere di prendere le difese dei compagni, ma anche questa non è una novità nella roccaforte della Signora”.

Ci furono fischi anche nell’anno del primo tricolore targato Conte, quando la Juventus fece 1-1 con il Chievo e i tifosi se la presero in particolare con Bonucci e Vucinic”.

Tre stagioni dopo la storia si ripeté: altro 1-1 contro i gialloblù con Allegri in panchina che buona parte dei presenti non gradì. Era la stagione in cui la Juventus partì malissimo ma vinse lo stesso grazie a una straordinaria rimonta, e in quell’occasione Bonucci bacchettò i suoi sostenitori: «Il vero tifoso applaude quando il momento è difficile per aiutare la squadra. Bisogna essere sempre positivi e uniti fino alla fine», scrisse su Facebook.

“Alla fine i risultati gli diedero ragione. Buffon da capitano fece più o meno lo stesso dopo uno Juve-Milan del 2018 per difendere Khedira:«Avolte allo stadio alla prima difficoltà si mugugna e si fischia, con una squadra così puoi farlo dopo ottanta minuti di tedio».

Il dibattito sul web Sui social i tifosi si sono divisi: c’è chi rivendica il diritto di contestare, perché considera i fischi un invito a migliorare, ma in tanti stanno con Dybala, perché credono che una squadra che ha dato tante gioie in questi anni vada rispettata e sostenuta. Anche perché per ora è in testa alla classifica e i conti, come sempre, si fanno a fine stagione”.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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