Mughini assolve Sarri: “Crocifisso, ma non c’entra nulla. In campo vanno i giocatori”

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Lo scrittore e giornalista Giampiero Mughini, noto tifoso della Juventus, su Dagospia ha commentato il ko dei bianconeri a Verona, che ha amareggiato la squadra e inizia a preoccupare i tifosi juventini.

Le parole di Mughini:

“Una partita che temevo moltissimo e che è andata peggio di quanto mi aspettassi.

Un Verona che ha dominato per i primi trenta minuti e che poi non s’è intimidita dopo un gol di Ronaldo nel secondo tempo da favola.

Gli era arrivata una palla in attacco avendo un solo difensore che lo contrastasse. È scattato per tempo in modo da mettersi tra il difensore e la palla. Poi ha fatto un doppio passo a guadagnare un tempo di gioco contro l’avversario. Lo spiraglio era minimo, e lì dentro lui ha cacciato la palla dentro la rete.

Meraviglia. A questo punto la partita sarebbe finita, non fosse che la Juve di quest’anno non è una squadra sovrana.

Da che mondo è mondo le partite si vincono in difesa, tenendo botta quando ti aggrediscono.

Da che mondo è mondo è così, altro che il ‘sarrismo’ contrapposto alla maniera ‘Allegri’, ossia una squadra che fluttua a meraviglia in attacco.

Ma nemmeno per idea. Hai un gol di vantaggio, capitalizzalo. E invece la Juve 2019-2020 è riuscita a prendere due gol in venti minuti, uno più sciocco dell’altro.

Succede. È la bellezza del calcio, la sua imprevedibilità. È la bellezza di un torneo dove la competizione per lo scudetto è aperta, apertissima.

Sta all’Inter confermarlo. Se mette sotto il Milan, siamo a pari punti ahimé.

E comunque Sarri, che tanti miei amici juventini crocifiggono, non c’entra nulla. È un grande uomo di calcio, solo che non significa niente. In campo vanno i giocatori, sono loro che pensano e palleggiano e tirano e stoppano gli avversari.

Quel che conta è che quest’anno siamo di un bel po’ di punti sotto la squadra di Allegri che non giocava chissà quale calcio ma che stravinceva.

Quel che conta è che non uno dei giocatori arrivati quest’estate è minimamente decisivo. Niuno”.