Marco Sanfelici: “Caro Moratti, l’Inter perdeva perché eravate scarsi, non per gli arbitri”

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Su ilbianconero.com Marco Sanfelici ha risposto alle recenti affermazioni dell’ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti, a seguito delle polemiche arbitrali legate a Commisso e al caso Juve-Fiorentina:

“Quale è il minimo comune denominatore dell’interista medio?

Vivere i propri giorni nell’instancabile costruzione di un mondo perfetto.

Ovviamente perfetto per se stesso, in cui ogni partita la “beneamata” stradomina e vince senza ombra di dubbio; nel quale i favori del pronostico, che ad agosto sono indiscutibilmente per l’Inter, vengono rispettati a prescindere; un mondo in cui il nerazzurro è l’unico colore esistente e tutto è dovuto a “lor signori”.

D’altra parte, le telefonate intercettate di Moratti, Facchetti e combriccola varia, fatte opportunamente sparire dai radar perché troppo compromettenti, dimostrano proprio l’affermazione di cui sopra.

Al designatore di turno i dirigenti meneghini telefonavano per ottenere facilitazioni e vantaggi. “Mandami Collina”, “Bertini no, a meno che gli dici come si deve comportare…” “Allora, o.k. Facciamo 5, 5, 5”. “Se proprio devi decidere, ricordati quanta fatica hai fatto per arrivare fino a qui… Pensa a chi è indietro…”

E chissà chi era indietro, la Juve no di certo.

Quando poi l’interista medio si risveglia dal suo mondo, tanto simile ad Alice nel paese delle meraviglie, l’impatto è devastante.

Altro che dominio in campo e pronostici rispettati.

È un susseguirsi di delusioni, di disillusioni, di frustrazioni e di invocazioni alcomplotto.

Fino ad idearlo, il complotto. Invocando al contrario di Alice l’alleanza di tutte le forze della calunnia e della diffamazione per cancellare gli avversari e finalmente vincere facile.

Così avrà pensato l’ineffabile ex presidente “scarso” di 3 lunghi e difficili lustri, quando ha commentato, lui sempre pronto a mettere il naso sopra un qualunque microfono, le esternazioni recenti di un italiano di “ritorno”, dalle tasche piene di dollari, ma con un’esperienza delle italiche cose, pari alle indagini di Aurucchio, cioè rasoterra.

A noi succedeva di peggio”. Così ha parlato Maszarathustra Moratti. E come non dargli ragione?

A loro succedeva di non vincere mai, mentre passavano il tempo a cercare di capire perché.

Certo che sostituendo Roberto Carlos con Centofanti, faccio per dire, o comprando Guglielminpietro e Vampeta, l’impresa era ardua, ma non ci si permetta di ricordarglielo.

La colpa era di un complotto che il mondo intero (non quello magico dei sogni) aveva perpetrato nei confronti dei bauscia.

A loro succedeva di gridare al rigore per un intervento in area esattamente come quello di Igor su CR7 giusto di domenica scorsa, non fischiato esattamente come la volta di Ronaldo (el gordo) e Iuliano.

L’ex presidente “scarso” ha ragione a dire che era peggio per lui. Negli anni suoi infatti, vincevano Milan e Juventus, ma anche Lazio e Roma.
L’unico a prendere ceffoni sonori era lui.

Ovviamente per colpa dei complotti, mica della sua “scarsità”.

Fino a quando, il “telefonista anonimo” (ma non troppo) ha dato una mano pesante al vero complotto.

E tutti sappiamo come è andata a finire.

Qualsiasi altra società avrebbe costruito un dominio di 30 anni, sulle macerie del calcio italiano, fregandosene di accuse di troppa facilità nel vincere (non sono le stesse accuse rivolte alla Juventus negli ultimi 8 anni?).

Chi è scarso, lo è sempre.

Si limita a raccogliere la “crema” in superficie, senza andare in profondità e quando una concorrente ritorna in auge, la festa è bell’e che finita.

Vi andava peggio, a volte. Perfetto.

Ma per colpa vostra e per un’incompetenza grande come il mondo interista dell’iperuranio. E per favore, non scomodate Platone”.