Bufera sui rigori concessi: Non è la Juve il club più beneficiato ma la Lazio e l’Inter

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La polemica sollevata da Rocco Commisso a seguito della sfida JuventusFiorentina, vinta dai bianconeri per 3-0, ha portato SportMediaset ad analizzare la classifica dei rigori finora assegnati ai club di Serie A.

L’analisi di SportMediaset:

Non è la Juventus il club più beneficiato: la Lazio, con 13 penalty a favore e 2 contro, stravince, ha un saldo di +11.

Seguono, staccatissime, Inter (+5), Roma (+3), Atalanta e Juventus (+2).

Tra le big, il Milan, 4 rigori a favore e 5 contro, è a -1, mentre il Napoli a -2.

Il saldo della Fiorentina, capopopolo della protesta contro gli arbitri, non è drammatico: -1.

Emerge dunque che le prime 5 squadre della classifica sono le uniche a godere di un saldo positivo.

Sudditanza psicologica verso le più forti? Non necessariamente, perché, non a caso, Atalanta, Lazio, Inter, Juventus e Roma sono anche, nell’ordine, le squadre che hanno segnato di più.

Questo non basta però per affermare che il loro bilancio positivo tra rigori pro e contro sia una logica conseguenza, così Sarri in risposta alle polemiche dopo Juve-Fiorentina:

“Abbiamo giocato 58 palloni nell’area avversaria contro 11 degli avversari, quindi il risultato è una logica conseguenza“.

Infatti, occorre anche analizzare quanto una squadra giochi nell’aria avversaria, procurandosi maggiori chances di ottenere un penalty, giusto o sbagliato che sia.

Ebbene: le solite 5 ci sono nelle prime posizioni della classifica dei palloni giocati nell’altra area. Comanda l’Atalanta, con una media superiore ai 32 a partita, seguono Roma, Inter, Lazio, Milan, Napoli, Juventus e, all’8° posto, la Fiorentina.

Stando alla loro posizione in questa graduatoria, i 4 rigori fischiati a beneficio dei viola e del Milan, e soprattutto i 2 per il Napoli, sembrano in effetti pochi.

La maglia nera va all’Udinese, unica in Serie A a non aver ancora usufruito di tiri dal dischetto, nonostante Genoa, Lecce, Brescia, Spal e Cagliari facciano registrare una presenza in area avversaria inferiore a quella dei friulani”.