Commisso: “Non è stato uno sfogo “a senso unico”, contro i bianconeri”

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Il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, intervistato dal Corriere dello Sport è tornato sulle polemiche scatenate a seguito delle sue dichiarazioni dopo la sfida tra Juventus e Fiorentina.

Le parole di Commisso in cui ha precisato che le sue dichiarazioni non erano rivolte solo ai bianconeri:

Non si è trattato di una esternazione ‘ad personam’, rivolta alla Juventus, non è stato uno sfogo “a senso unico”, contro i bianconeri.

L’ho detto subito, l’ho fatto per il calcio italiano, che poi è quello che viene esportato nel mondo.

Su ESPN, per esempio, queste incongruenze nel metodo di giudizio sono state sottolineate in diretta, prima ancora delle mie parole.

Ci sono stati dei fatti e io sono intervenuto per difendere gli interessi della mia squadra.

La mia non è stata una richiesta di favori per la mia squadra, quanto una maggiore uguaglianza nel metro di giudizio”.

Commisso ha continuato:

Buffon quando la Juventus è venuta al Franchi per la gara di campionato, è stato un ‘signorone’.

Stesso discorso per Andrea Agnelli o anche John Elkann, col quale ho scambiato delle battute a New York.

Con Nedved io non devo parlarci.

Pentito? Assolutamente no, perché mai. Io sono uno battagliero, la mia forza, da sempre, è stata proprio quella di non tirarsi indietro di fronte a niente.

L’ho imparato da mio padre, che è stato prigioniero per cinque anni in guerra. E anche da mia mamma, venuta meno all’età di 97 anni e fino a 95 indipendente sotto tutti i punti di vista, dal vivere da sola fino alla gestione quotidiana della casa.

Aspetto certe scuse.

Quanto accaduto a Torino è stato solo l’ultimo degli episodi.

Il fallo che non è costato nemmeno un cartellino giallo a Tachtsidis, ci ha visto dover rinunciare a Ribery per quattro mesi ed è stato un danno importante per tutti noi.

Chiesa contro l’Inter è stato bersagliato, ancora una volta senza sanzioni disciplinari e pure lui ne ha pagato le conseguenze con la sua caviglia.

E questi due episodi sono solo parte della punta dell’iceberg”.

Commisso ha poi concluso con un commento su Federico Chiesa:

Nessuno, fin qui, mi ha chiesto mai di andare via. Non lo ha fatto Federico e non lo ha fatto suo padre Enrico, del quale ho avuto una impressione straordinaria.

Se il ragazzo, a fine stagione, sarà fortemente intenzionato ad andare via, si potrà accontentare. Ma sempre se i soldi saranno giusti.

Tutto il resto sono chiacchiere, del resto non c’era nessun ‘deal’ che prevedesse, come si è dimostrato, che dovesse partire la scorsa estate“.