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giovedì, Maggio 23, 2024

Luca Marelli sul VAR: “Colpevolmente silente” sul rigore negato all’Atalanta

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Anche Luca Marelli, l’ex arbitro non ha dubbi sull’episodio che ha cambiato il corso della gara tra Inter e Atalanta.

“A Milano gli episodi più interessanti di giornata, tra rigori assegnati, rigori non concessi e VAR (colpevolmente) silente”, scrive Marelli sul suo Blog.

L’analisi dell’ex arbitro comincia dalla fine:

Primo errore di Rocchi: “Considerando che il recupero inizia al minuto 90 e 20, è facile calcolare che la partita avrebbe dovuto concludersi al minuto 94 e 20”.
“Invece, al minuto 93 e 53, Rocchi fischia la fine, addirittura con qualche secondo di anticipo sul 94esimo”.

Poi Marelli torna subito al minuto 39 del primo tempo caratterizzato dalle proteste dell’Atalanta per un contatto in area di rigore.

Su un cross al centro di Gomez effetto di un calcio di punizione dal limite, Toloi devia il pallone verso la porta.
Handanovic respinge corto, Toloi stesso cerca di ribadire a rete ma cade addosso al portiere dell’Inter:

Marelli intanto certifica che è “ impossibile per Rocchi riuscire a vedere qualcosa in mezzo ad un gruppo di ben dieci giocatori, soprattutto considerando che il contatto da valutare si concretizza praticamente sul terreno di gioco e con una dinamica molto particolare”.

Questo episodio doveva essere oggetto di “on field review” per due motivi:
– l’impossibilità per Rocchi di vedere quanto accaduto;
– il calcio di rigore è netto e, pertanto, rientra senza alcun dubbio nella casistica del chiaro ed evidente errore.
Errore, in tutta franchezza, molto grave da parte del VAR Irrati.

Molto grave perché, oltre al calcio di rigore, manca anche l’automatica espulsione di Lautaro Martinez per DOGSO non genuino”.

Per chiarire questo concetto, Marelli apre il regolamento (pagina 97, Regola 12):

“Prima osservazione: impedire il concretizzarsi di una chiara occasione da rete viene depenalizzata in area di rigore solo nel caso in cui il difendente tenti di contendere il pallone all’avversario”.

“Nel caso di cui stiamo discutendo, invece, la depenalizzazione non avrebbe potuto essere applicata: Lautaro Martinez non ha conteso il pallone ma ha agganciato con la mano destra la gamba di Toloi. Si rientra, dunque, nell’ipotesi della trattenuta”.

Perché cartellino rosso?
“Si potrà eccepire che Toloi non avesse il possesso del pallone.
In realtà il possesso del pallone non deve essere sempre effettivo ma si deve giudicare la possibilità di un calciatore di guadagnarne il controllo. In questo caso direi che dubbi non ce ne sono”.

“Se Lautaro non avesse provocato la caduta di Toloi, il giocatore dell’Atalanta sarebbe arrivato piuttosto facilmente sul pallone”.

“Infatti, nonostante il fallo subito, in qualche modo è riuscito da arrivarci, ciò che ci conferma la circostanza che, in assenza di irregolarità, sarebbe stato abbastanza semplice per il calciatore dell’Atalanta arrivare sul pallone (e non importa se Handanovic avrebbe potuto effettuare una parata o meno, quel che conta è la chiara occasione da rete, non la segnatura di una rete)”.

“Irrati, pertanto, avrebbe dovuto richiamare Rocchi alla “on field review“. Rocchi, dopo aver rivisto l’episodio, non avrebbe potuto far altro che assegnare il calcio di rigore ed espellere Lautaro Martinez per DOGSO”.

“Secondo episodio: Al minuto 86 l’Atalanta guadagna un calcio di rigore per un contatto in area tra Bastoni e Malinovskyi:

“Partiamo da un presupposto e cioè che il VAR non poteva in alcun modo intervenire”, sostiene Marelli.

“Un contatto c’è ed è innegabile.
Diciamo pure che Bastoni è stato molto ingenuo nella circostanza perché, appoggiando le braccia sulla schiena di Malinovskyi, ha dato la possibilità all’avversario di porre in essere proprio quel che si è poi verificato: cadere accentuando enormemente il contatto”.

“Questo rigore, come potrete immaginare, mi piace pochissimo perché rientra nella categoria dei “rigorini”: un contatto molto leggero sul quale Malinovskyi ha “lucrato” molto”.

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