Giovanni Cobolli Gigli: “Io non avrei comprato l’olandese, avrei puntato dritto su Demiral”.

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Giovanni Cobolli Gigli, ex presidente della Juventus negli anni post calciopoli è intervenuto ai microfoni di Teleradiostereo.

L’ex presidente ha rilasciato una lunga intervista:

Diventai presidente nel periodo più complicato, per richiesta del dottor Ferretti”.

“Era appena arrivata la condanna in Serie B, dovevamo partire con 30 punti di penalizzazione, che poi ci vennero parzialmente tolti. Dovemmo vendere tanti giocatori, mentre rimasero altri calciatori che vinsero poi il Mondiale”.

“Vincemmo il campionato di B con Deschamps, poi gli anni successivi andammo in Champions con Ranieri”, ricorda Cobolli Gigli.

Ci fu un clima molto freddo nei suoi confronti:

“Si, mi guardavano tutti come un marziano. Ero sotto esame io, come la Juventus”.

A distanza di anni, ricordo con molto affetto e amicizia tanti presidenti, come ad esempio Rossella Sensi, che aveva ereditato un fardello pesantissimo”.

Qual è il segreto di questa Juve vincente?

“Quando arrivai, bisogna sottolinearlo, era fine giugno e ci fu l’incidente a Pessotto. Chiesi a tutti di restare uniti, di andare avanti insieme”.

Ma dietro alla Juventus c’era comunque una società solida, fatta di tradizioni, di regole”.

“Ora ha preso le redini del club l’ultimo degli Agnelli, che ha messo in piedi una struttura e una squadra molto forte. Io sono comunque un tifoso, ma anche critico, come con l’allenatore che non mi piace”.

Nell’attuale Juventus quali operazioni avrebbe fatto lei nel mercato?

“Forse c’è un doppione tra De Ligt, che è stato pagato un sacco di soldi, e Demiral: forse io non avrei comprato l’olandese, avrebbe puntato dritto sul turco”.

Infine la rinnovata critica a Maurizio Sarri: Ho un’antipatia personale, non tecnica, perchè quando allenava il Napoli ha detto una serie di cose sulla Juve che ora si è rimangiato,avrà fatto indigestione…Io avrei preso Guardiola, avrei speso i soldi di De Ligt per il tecnico del City”.