Boniek e la stella revocata dalla Juventus:”Chiedete ad Andrea Agnelli, ha fatto tutto lui”

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Zbigniew Boniek, ex attaccante bianconero ha concesso una lunga e intervista ai microfoni di TMW Radio.

L’attuale presidente della Federazione polacca, ha parlato prima di tutto della imminente sfida tra Roma e Juventus:

Ricordo una bellissima rovesciata di Pruzzo a Torino, un gol di Platini all’Olimpico, ai miei tempi erano tutte partite molto importanti. La Juve in questo periodo comanda da anni, grazie al cielo ora c’è l’Inter”.

A chi è rimasto più legato tra Boniperti e Viola?

Erano due persone diverse. Boniperti era presidente non proprietario, ma voleva vincere a tutti i costi, anche le amichevoli, era molto attaccato alla vittoria e grazie a lui la squadra riusciva a primeggiare, questa sua ossessione ci spingeva. Con il presidente Viola era diverso, era il proprietario, devo dire che con lui ho avuto un rapporto un po’ speciale”.

Cosa deve temere più l’Inter della Juve?
Quando arrivi punto a punto con la Juve, non puoi sperare che abbassino la guardia. I passaggi a vuoto con la Juve non ci sono, devi sempre essere al top, è così, d’altronde da otto anni vincono sempre”.

Guardando Roma-Juventus, il cuore dove tende?

Ho 64 anni e il cuore ancora regge (ride, ndr). Non ho nulla contro la Juventus, ho finito la carriera a Roma e chiaramente sono un pizzico più legato alla squadra romana, ma non sono antijuventino. Se vince la Roma mi fa più piacere, ma se vince la Juve dormo ancora”.

Vuole chiarire la storia legata alla stella allo Juventus Stadium (prima assegnata e poi revocata, ndr)?

“Dovresti chiedere ad Andrea Agnelli, ha fatto tutto lui. Io non ho fatto nulla… mi è arrivato una maglia e una lettera a casa in cui si diceva questa cosa, tutto molto bello”, racconta Boniek.

Poi un mese dopo mi hanno chiamato spiegandomi che qualche tifoso non era contento, io ho detto che mi potevano togliere senza problemi. Vogliono fare la storia ma dovrebbero ricordarsi che nei cinque gol fatti nelle finali europee che hanno giocato, ne ho fatti tre io”.

Un giudizio sul presidente Agnelli?
L’ho conosciuto ultimamente facendo parte del comitato esecutivo dell’UEFA. Al di là del discorso della stella, è una persona intelligente e ambiziosa, che sa muoversi bene e dialogare. La Juventus con lui ha guadagnato moltissimo e si vede anche dai successi arrivati”.

Come si coniuga questo giudizio con la vicenda della stella?
“Era giovane, ha iniziato a fare il presidente e ha dovuto ricomporre tutto il puzzle, forse gli hanno detto che Boniek non piaceva e ha scelto così”.