La top Juve del decennio de “La Gazzetta dello Sport” è da urlo

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La Gazzetta dello Sport ha buttato giù la formazione ideale della Juve di questo decennio che sta volgendo al termine.

Viene fuori un mix di potenza e classe. Ecco il commento del quotidiano sportivo a giustificazione delle scelte operate:

Il decennio della Signora è una parentesi di luce tra Alex e Cristiano: avrebbero potuto correre insieme, il destino li ha messi agli estremi di quest’epopea”.

“Alex Del Piero è il faro rassicurante che il tifoso bianconero cercava tra le nebbie del 2010, Cristiano Ronaldo l’uomo bionico venuto dal futuro per rilanciare la sfida”.

In mezzo una moltitudine di storie e volti. Qualche re, tanti cavalieri e altrettanti soldati semplici: prima dei campioni milionari, alla Juve c’erano i Giaccherini e i Padoin a tirare la carretta”.

“Niente, però, ha marchiato questi tempi quanto quel muro eretto da Antonio Conte e rinforzato da Max Allegri: davanti a Buffon, cerniera tra due epoche, ecco Barzagli-Bonucci-Chiellini come una falange.

“La chiamavano BBC ed è ancora sintonizzata.

Era un cumulo di macerie la casa della Signora prima che Conte iniziasse una furiosa ristrutturazione”.

Andrea Pirlo ha subito indicato la via per la rinascita: nel giorno dell’esordio col Parma fece segnare a Lichtsteiner il primo gol dello Stadium e fu come un’epifania”.

“Come ogni genio il Maestro ha dato l’esempio, ha migliorato ciò che gli stava attorno. Licht ha invece mostrato subito la faccia cattiva dei tanti “duri” passati di qua: da Vidal fino a Tevez, la Juve ha vinto spesso con la rabbia”.

“Ma ha coltivato pure la “halma” allegriana, il soft power che hanno solo gli uomini di classe. Sono tanti, tantissimi i top player forgiati alla Juve nel decennio”.

Gente come Marchisio, Principino fatto in casa che avrebbe meritato ben altra fortuna, o Pogba, simbolo dei tanti parametri zero arruolati in questi anni.

“Nell’ultimo quinquennio è stato poi Paulo Dybala a inseguire la bellezza: non poteva stare su spalle migliori il mitico “10” bianco e nero. La Joya siede tra gli “eletti” Pjanic, Douglas Costa e ora De Ligt: sono l’esempio dell’ascensione verso il cielo.

“Sempre più campioni scelgono Torino, sempre più denari vengono immessi sul mercato”.

“Higuain era il colpo più costoso prima di Cristiano, un bomber temuto e poi amato. Forse non quanto Mario Mandzukic, esempio di virtù in battaglia: negli ultimi anni la sua furia ha trascinato”.

Ora, però, è CR7 a rubare gli occhi dello Stadium: sono gli stessi che piansero quando Ale andò via. Quelli che nel 2020 vorrebbero vedere brillare da vicino la Coppa sognata 10 anni prima”.

Fonte: La Gazzetta dello Sport