Marcello Chirico contro la “crociata degli ossessionati” sul caso Coca-Cola – Juventus

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Marcello Chirico, ha commentato attraverso le pagine di calciomercato.com, le polemiche che vedono ancora una volta protagonista la Juventus dopo l’accordo con la Coca-Cola e in vista della Supercoppa italiana, sponsorizzata proprio dal colosso americano.

Queste le sue parole a difesa della causa bianconera:

E poi, quelli ossessionati, saremmo noi juventini, e in particolare chi vi scrive, afflitto – secondo molti lettori di Calciomercato.com – da una grave mania di persecuzione”.

“La Lega Calcio non ha fatto in tempo ad annunciare la sponsorizzazione della Supercoppa Italiana da parte di Coca-Cola, ed è immediatamente partita la nuova crociata degli pseudo puristi & amanti del calcio, di coloro i quali – a proposito di ‘ossessioni’ – vedono il marcio sempre e solo in un’unica direzione: quella di Torino”.

Chirico ha poi aggiunto: Cosa c’entrerebbe la Juve in questa storia? Semplice: di recente la Coca-Cola è diventata partnership del club bianconero, e il fatto che l’azienda americana decida di essere sponsor di una competizione alla quale partecipa la Juventus ha scatenato i soliti sospetti. Secondo costoro, in gioco ci sarebbero il bene e la credibilità del nostro calcio.

E ancora: “Perché, è il loro teorema, se a sponsorizzare una partita è un’azienda che già affianca una delle due contendenti con il proprio marchio, appare evidente quale sia la favorita. Dicendola senza troppi giri di parole e mettendo da parte la falsa filantropia: inutile giocarla, la Supercoppa l’ha già vinta la Juve”.

Come i campionati, con gli arbitri pagati da Elkann attraverso la sponsorizzazione FIAT della Nazionale, come disse qualcuno. La cosa grave è che a sostenere tesi del genere non siano solo i frequentatori dei bar ma anche noti e qualificati addetti ai lavori”, ha detto il giornalista.

“Mi piacerebbe sapere da questi difensori del calcio pulito se si sono accorti di quanto sta accadendo in questi giorni in Lega Calcio, dove un presidente si è dimesso perché accusato di conflitto di interessi con RCS”.

“Chi è il proprietario del gruppo Rizzoli-Corsera? Urbano Cairo, patron del Torino. Il presidente federale Gravina aveva immediatamente provveduto a sostituire Miccichè con un commissario ad acta, Mario Cicala”, rivela Marcello Chirico.

“Ovvero, un membro supplente del consiglio di sorveglianza della Lazio, che Claudio Lotito – presidente del club biancoceleste – aveva pure proposto come presidente. Una candidatura sulla quale si sono ovviamente scontrati Lotito e Cairo, arrivando quasi alle mani”.

“Nel frattempo Cicala si è dimesso pure lui, e la Lega ha ripescato Abete”.

“Riassumendo, in Lega c’è un presidente (quello della Lazio, che si giocherà domenica la medesima Supercoppa con la Juventus) che ha cercato di imporre un proprio uomo a capo della Confindustria del pallone, ma per gli strenui difensori della purezza del gioco del calcio e della credibilità di ogni competizione il problema sarebbe il contratto di sponsorizzazione siglato con una delle più grandi multinazionali del globo, in grado di dare prestigio e suscitare maggiore interesse da parte della platea internazionale su una singola partita del calcio italiano”.

“In Lega è in corso una battaglia cruenta per il potere, ma a minare la credibilità della prossima Supercoppa è la Coca-Cola, in quanto già partner di Juventus”.

Mi accusano, talvolta anche gli juventini, di avere sempre in testa Calciopoli, eppure il ‘sentimento popolare’ diffuso a me pare sempre più simile a quello di quegli anni. A proposito. La piattaforma Twitter è partita nel luglio 2006, prima spopolava Facebook”.

A memoria, non ricordo sui social l’indignazione del movimento purista del calcio quando la Serie A venne sponsorizzata da Telecom, al cui timone a quei tempi c’era Tronchetti Provera, a sua volta sponsor dell’Inter e tifoso del Biscione”.

“Oppure, quando a capo della FIGC, venne insediato Guido Rossi, ex membro del cda interista. Erano gli anni post Calciopoli, dello scudetto di cartone assegnato proprio all’Inter e dell’epopea nerazzurra nella Serie A Tim”.

“Con la Juventus prima in B e messa poi nelle condizioni per non nuocere, la credibilità del calcio, a quanto pare, allora non era in pericolo. Dipende sempre da quale prospettiva si osservino le cose e da chi siano gli attori. Oltre alla buonafede di ciascuno. Se ce n’è ancora un po’ in giro”.