Chirico: “Ecco perché mi arrabbio ancora per Calciopoli”

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Il giornalista Marcello Chirico, su ilbianconero.com ha risposto al tifoso juventino che negli scorsi giorni lo aveva attaccato, rimproverandogli di continuare a parlare di Calciopoli, una vicenda dai contorni ancora incerti, che tiene banco ormai da 13 anni.

Un estratto della risposta di Chirico:

“Che cos’è lo Stile Juve? Sopportare tutto in silenzio e non replicare mai alle accuse che piovono addosso alla nostra squadra un giorno sì e l’altro pure?

Se ne può tranquillamente fregare la società, la quale ha scelto di non prendere quasi mai posizione neanche difronte alle offese più infami, ma perché un tifoso dovrebbe starsene in silenzio, in nome di una superiorità morale che, tra l’altro, nessuno (credimi) gli riconosce?

Calciopoli è stato un tale abomìnio su cui è davvero difficile far finta di nulla, peggio ancora dimenticare.

Proprio ciò che vorrebbero gli antijuventini, in particolare chi ha ordito questa ciclopica truffa, in modo che la verità resti sotterrata sotto faldoni di menzogne e si tramandi nel tempo la versione fatta passare per buona e corretta.

Qui non si tratta di fare del vittimismo, di volere imitare la parte peggiore di quel tifo da noi sempre compatito, ma di legittima difesa.

Cosa, quest’ultima, che la Juventus sta facendo solo ora nelle sedi istituzionali con Andrea Agnelli ma che è totalmente mancata da parte di chi c’era prima di lui in società, permettendo lo scempio.

Non voglio assolutamente convincerti sulla bontà del mio ragionamento, poiché è giusto che ognuno la pensi come crede, mi preme solo farti capire il motivo per il quale io mi ostini a rispondere a Jardinero e simili: perché detesto i bugiardi.

Una falsità la si può dire e fare passare per buona una volta, non all’infinito, soprattutto se supportata dalle menzogne, avvalorate pure da tribunali e giudici spesso complici.

Trovo inconcepibile che organi sportivi come FIGC e CONI si dichiarino ‘incompetenti‘ ogni qual volta si ritrovino sul tavolo un ricorso della Juventus sullo scudetto assegnato a tavolino all’Inter, è una presa in giro insopportabile, e va detto.

Sì, sono ancora molto arrabbiato per quanto avvenuto nell’estate del 2006 e siccome ho a disposizione un’arma, ovvero la possibilità di esprimere liberamente i miei pensieri su web e tv, la uso.

Non per il piacere di scannarmi con gli altri, solo per amore di giustizia.

Non intendo sobillare nessuno, semplicemente contrappuntare e argomentare ciò che da 13 anni ci viene spacciato come unica verità e non lo è.

Non siamo cambiati noi juventini, sono peggiorati – e non di poco – gli altri“.