Chirico scettico su Bernardeschi:”Mai una prestazione all’altezza, spesso la squadra sembra giocare in 10″

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Marcello Chirico ha espresso il suo pensiero su Bernardeschi alla luce delle parole di Sarri in conferenza stampa prima della gara tra Lazio e Juve.

Non solo Dybala e Higuain. La scorsa estate Fabio Paratici provò a dare via pure lui: Bernardeschi”.

Chirico ricorda che “il suo conterraneo e amico Buffon una volta si espresse così su di lui: “Bernardeschi è un portento della natura”. E infatti la Juventus fece di tutto per accaparrarselo”.

“L’ agosto scorso, però, sarebbe stata disposta a scambiarlo con Ivan Rakitic, e il baratto non riuscì soltanto perché il Barcellona avrebbe voluto farlo alla pari, e invece Madama esigeva un conguaglio in denaro causa la minore età del proprio giocatore, di 6 anni più giovane del croato”, racconta ancorail giornalista di fede bianconera.

Resta quindi da capire una cosa, si domanda Marcello Chirico:

“Bernardeschi è un portento della natura, oppure soltanto un buon giocatore? Perché se prima hai investito una bella cifra per prenderlo e, in seguito, lo avresti scambiato con un altro significa che lo hai valutato un calciatore non da Juventus”.

Una domanda che, ultimamente, si stanno ponendo pure i tifosi juventini, spesso critici nei confronti dell’ex viola, da non risparmiargli nemmeno i fischi durante le sue opache prestazioni allo Stadium. Un trattamento che Bernardeschi non gradisce, al punto da condizionarlo ogni volta che tocca un pallone”.

È un ragazzo molto sensibile”. Lo ha rivelato apertamente Maurizio Sarri nella sua ultima conferenza, quasi ad implorare una maggiore comprensione da parte del pubblico casalingo durante le prossime partite allo Stadium”.

Perché, secondo Sarri, fuori casa Federico avrebbe un rendimento diverso”.

Chirico non la pensa tuttavia come Maurizio Sarri:

“Detto in tutta sincerità, tutta questa differenza io non l’ho mai vista. Finora Bernardeschi ha giocato in totale 7 volte in trasferta in campionato (mai in Champions) e, a memoria, non ricordo una sua sola prestazione meritevole di un giudizio positivo”, afferma il giornalista.

“A Parma come a Firenze, a Brescia come a Lecce, a San Siro così come a Bergamo. Mai. E badate bene, non sono un detrattore a priori di Federico, verso il quale provo pure autentica simpatia, mi limito a giudicare ciò che vedo. E dall’inizio della stagione ad oggi il Bernardeschi di quella notte fantastica con l’Atletico Madrid, in Champions, non l’ho mai più rivisto”.

“Ricordo pure che a rimproverarlo spesso in campo era Massimiliano Allegri, del quale resterà indelebile quella reprimenda a muso duro, in panchina, dopo una scelta sbagliata: “Qui non siamo alla Fiorentina, cavolo!”. Quasi a rimarcare un cambio di passo e di mentalità mai avvenuto nel ragazzo. Sarri lo sta utilizzando molto, probabilmente nel ruolo sbagliato: quel trequartista in cui il buon Fede non riesce proprio a calarsi”.

“Mai una prestazione all’altezza, spesso la squadra sembra giocare in 10 perché lui è assente, inutile, oppure pasticcia. Se allo Stadium lo fischiano significa che in tanti si sono accorti del suo scarso peso specifico in campo.

Le uniche volte, in questa stagione, che l’ho visto giocare bene è stato in Nazionale (seppur contro avversari modesti), dove Mancini gli fa fare l’ala, ruolo in cui Bernardeschi si trova molto più a suo agio. Infatti, segna e confeziona assist per i compagni, mentre alla Juve finora ha fatto un solo gol e zero passaggi decisivi. Forse non si è ancora capito se è un centrocampista offensivo o un attaccante”.

“Personalmente, lo rimetterei sulla fascia. Chi decide però è Sarri, che lo ritiene un “giocatore importante” ed ha detto di volerlo di “aiutare e accompagnare, piuttosto che farlo riposare”. Più gioca e maggiori sarebbero, secondo il tecnico, le possibilità di recuperarlo. Sempre che Federico ci aggiunga del suo, che finora è stato davvero troppo poco. Tiri fuori la personalità e non badi ai fischi, altrimenti significa che ha sbagliato mestiere (e non lo penso)”.