Cobolli Gigli: “Durante il processo per Calciopoli, sparito il faldone che riguardava l’Inter”

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L’ex presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, intervistato da Radio Bianconera nel corso della trasmissione Cose di Calcio, ha commentato gli attuali obiettivi della Juve e ha ricordato gli anni della sua gestione.

Le parole dell’ex presidente bianconero riportate da tuttojuve.com:

“Sono juventino da 71 anni, seguo sempre con affetto le vicende della squadra bianconera, anche se a volte posso essere critico verso la società”.

Io guardo sempre la squadra in televisione. Non sono mai stato allo stadio tranne una volta, io non sono molto ricordato né amato dall’attuale dirigenza, ma quando c’è stata l’inaugurazione del nuovo stadio sono stato invitato e ci sono andato volentieri”.

Cobolli Gigli ha poi proseguito, parlando delle sue preferenze circa i calciatori bianconeri:

“Apprezzo gli italiani, ma al momento ce ne sono pochi.

Chiellini è una bandiera, anche se un pochettino ammainata, ma mi auguro che torni. Cominciò a giocare negli anni in cui ero alla Juventus.

Con Buffon ho grande amicizia e affetto e dimostra di essere ancora un grande portiere.

Continuo a guardare con convinzione Dybala, con la speranza che possa diventare un grandissimo campione. Io non stimo molto Sarri dal punto di vista umano, ma sta tirando fuori grandi cose da Dybala. Spero possa diventare un grande campione, il vero numero 10 della Juventus. Faccio il tifo per lui, ha fatto e fa dei gol da grandissimo campione“.

Cobolli Gigli ha poi proseguito ricordando gli anni della sua gestione alla Juve:

“Quell’anno di Serie B siamo riusciti a fare delle cose importanti.

C’era una grande cattiveria nei confronti della Juventus, che veniva accusata di cose mai fatte. Questa cattiveria stava diventando sempre più forte, anche i tifosi si stavano ripiegando su loro stessi.

La prima cosa che ci aiutò moltissimo fu l’Italia nel 2006 ai Mondiali di calcio fatta con 7-8 giocatori della Juventus. La scuola bianconera ne venne fuori alla grande.

Poi furono anni particolarmente difficili, arrivai e trovai una squadra condannata in Serie B con 30 punti di penalizzazione, non ce l’avevo certo mandata io in Serie B.

Riuscimmo a ridurre la penalizzazione a 8 punti, non riuscimmo a tenerla in Serie A anche se ci abbiamo lavorato.

Quando la Juventus andò a processo sportivo, il processo si faceva su una serie di faldoni che parlavano di squadre di calcio, ma un faldone era sparito ed era quello che riguardava l’Inter.

Poi anni dopo Palazzi fece una proposta per giudicare l’Inter per illecito sportivo, ma ormai l’Inter si poteva avvalere della prescrizione.

Quando la Juventus fu definitivamente condannata, quella sentenza fu tombale, non ammise altre possibilità di ricorso che potevano essere fatte.

La cosa dei faldoni dell’Inter è molto grave, non capisco perché non fecero parte di quel processo“.

Cobolli Gigli ha concluso con un commento sull’obiettivo più importante dei bianconeri, la conquista della Champions League:

“Sì, ma non dobbiamo pensarci troppo.

Quest’anno la squadra è ben attrezzata, speriamo che il malumore di Ronaldo venga sopito, è un grande campione e la Juventus deve sfruttarlo.

Se non dovesse arrivare la Champions però non dobbiamo pensare che crolli il mondo.

Il progetto di Agnelli è ambizioso e deve essere seguito con attenzione, la Juventus può diventare davvero una delle 4-5 società più forti al mondo“.