Sconcerti: “Ronaldo è un capitale enorme, se Sarri continua a sostituirlo c’è il rischio di perdere una valanga di sponsor”

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Il giornalista sportivo Mario Sconcerti, in un’intervista a calciomercato.com, ha commentato la rabbiosa reazione di Cristiano Ronaldo nel corso della partita Juventus-Milan.

Reazione provocata dalla decisione di Maurizio Sarri di sostituire Cristiano Ronaldo con Paulo Dybala, rivelatosi poi decisivo per la vittoria dei bianconeri.

CR7 ha lasciato il campo senza stringere la mano al suo mister, e si è diretto verso gli spogliatoi, lasciando poi lo Stadium prima del termine della partita.

Sconcerti, che cosa succede a Cristiano Ronaldo?

L’anno scorso è partito bene, ma alla fine senza rigori è arrivato ai gol di Milik. Quest’anno sono solo tre i gol su azione, sono gli stessi di Castrovilli. Questa è la premessa.

Il momento attuale provo a spiegarlo così: c’è sicuramente qualcosa di fisico, ma bisogna considerare che parliamo di un campione che a febbraio fa 35 anni. Se bastasse fare ginnastica per mantenerci in forma smagliante la faremmo in tanti.

Non è vero quello che dice Capello che Cristiano non dribbla da tre anni, è evidentemente un’esagerazione; ma è vero che non è brillante. Ma qualche calo di condizione è successo anche al Real Madrid“.

Che devono fare ora Sarri e la Juventus?

“Bisogna gestirlo, perché Ronaldo è un capitale enorme. Avanti così – se Sarri continua a sostituirlo – c’è il rischio di perdere una valanga di sponsor, lui guadagna solo se è Dio, se è qualcosa di appena inferiore perde molto del suo valore.

Cristiano non ha il problema di Totti, di nostalgia, di amore, lui è stato un grandissimo professionista e ha giocato ovunque. Non ha debiti sentimentali con nessuno.

Lui è la banca di se stesso e rimanere fuori non gli conviene, ovviamente”.

Ma Sarri può farne a meno?

Non si tratta di farne a meno, ripeto; ma di gestirlo. Solo che nessuno finora lo ha mai gestito, questa è la vera anomalia.

È chiaro che Cristiano giocherà altre 30-40 partite, ma va capito se uno dei due migliori giocatori al mondo negli ultimi vent’anni sia arrivato o no più o meno al traguardo della sua carriera.

Quello che vedo in campo è questo: Cristiano non ha più l’idea di andare davanti all’avversario, un po’ si nasconde. Detto questo: se lui capisce il suo momento lo supera, se dà la colpa a Sarri o agli altri è un’altra storia”.