Juve, il “naming rights” dello stadio è una miniera d’oro

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Calcio e Finanza, il portale economico calcistico ha riportato sul proprio portale web un interessante articolo circa il valore dei naming rights negli stadi.

Il termine Naming Rights indica il diritto di chiamare una proprietà immobiliare, in questo caso uno stadio, con il nome di uno sponsor in cambio di un prezzo deciso e concordato fra le parti.

Il prezzo viene determinato, nel caso del calcio, dall’importanza del club, dalla partecipazione ad un torneo di alto livello come la Serie A o la Champions League ed anche dalla zona della città in cui è posto l’impianto.

Ebbene, il portale web ha ripreso e analizzato lo studio condotto dalla società di consulenza statunitense Duff & Phelps.

Ne è scaturita una “classifica che ordina le varie società calcistiche sulla base della cifra che potrebbero ricavare in caso di accordo per la vendita dei cosiddetti diritti di denominazione”.

Lo studio – rivela Calcio e Finanza – che è stato “condotto nel terzo trimestre del 2019, ha utilizzato metriche precise per arrivare a una stima dei valori: informazioni disponibili al pubblico sugli sponsor di maglia, valori degli sponsor tecnici, follower sui social network, diritti TV e valori dei naming rights attuali, oltre ai risultati sportivi delle varie società nel corso delle ultime stagioni”.

Il podio di questa speciale classifica è occupato manco a dirlo da Real Madrid e Barcellona e Manchester United. Per i primi due club, si stima che “la cessione dei naming rights possa portare ricavi per 36,5 milioni di euro a stagione”. Per il Manchester United, l’ Old Trafford potrebbe “regalare” un bottino fino a 30,5 milioni a stagione.

Dominano le inglesi con sei società (oltre allo United, anche Manchester City, Tottenham, Liverpool Chelsea e Arsenal), seguite dalle due spagnole”, scrive ancora Calcio e Finanza.

Poi abbiamo Bayern Monaco e Juventus. Proprio la società di Andrea Agnelli potrebbe incassare 18 milioni annui da questa operazione di sponsorship.

Calcio e Finanza riprende anche il commento di Michael Weaver, responsabile della valutazione EMEA presso Duff & Phelps, che ha dichiarato:

«Naturalmente, comprendiamo che altri fattori sono coinvolti nel processo decisionale relativo alle modifiche del nome dello stadio; i tifosi esercitano un’enorme influenza e in Spagna, Italia e Francia gli stadi sono spesso tradizionalmente accostati a nomi di ex presidenti o ex tesserati dei club».

«Tuttavia – ha concluso Weaver –, il potenziale guadagno economico per le società calcistiche, indipendentemente dalle loro dimensioni, è difficile da ignorare. I brand devono muovere questi passi prima che il mercato inizi a prosperare davvero».