Biasin su Conte: “Sa che combattere ad armi pari con la rosa dei suoi ex datori di lavoro è impossibile”

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Nel suo editoriale per tuttomercatoweb, di cui si riporta uno stralcio, il giornalista di Libero Fabrizio Biasin ha commentato le ultime vicende delle big di Serie A.

Le parole di Biasin:

“[…] Da quello che abbiamo capito le cose in casa Inter procedono piuttosto bene, i ricavi aumentano, si intende fare mercato anche a gennaio, si punta a crescere un passo alla volta, l’incazzatura di Conte è quella di tutti eccetera eccetera. Il tutto nella consapevolezza che la Juve è ancora piuttosto lontana (sì, lo è).

In casa Milan, invece, è tutto più complicato. Lasciamo perdere i numeri e pensiamo al campo, che poi è quello che conta. Il “campo” dice che i rossoneri sono al minimo storico con cinque sconfitte in nove partite e una partita contro la Spal che spaventa moltissimo.

Chi ha sbagliato? Tutti, l’abbiamo detto più volte. La proprietà, la dirigenza, i giocatori. E per una volta, dopo il cambio di allenatore, c’è da puntare il dito contro quelli che in campo ci vanno per davvero. Perché si può perdere una partita per minore qualità, ma non regalando agli avversari le palle della vittoria. Pioli ha chiarito la situazione: “Ad alcuni sembra non importare se si vince o si perde”.

Anche la Juventus aveva la solita fame di vittoria, ma la Signora dei fenomeni per una volta è tornata a casa senza tre punti. Succede veramente di rado, soprattutto quando i bianconeri giocano in provincia.

Tutti sapevano, tutti potevano approfittarne. E invece no, ci è riuscita (discretamente bene) solo l’Atalanta che studia da Leicester (sto esagerando, lo so, ma volevo essere tra i primi a dirlo che non si sa mai…).

Le concorrenti sulla carta – che poi sono Napoli e Inter – hanno fatto la stessa fine dei primi della classe, con una colpa doppia. Pareggiare con Parma e Spal ci può stare se hai medie ambizioni e non se vuoi tentare il miracolo, che poi è riuscire a far abdicare i soliti bianconeri.

Ecco perché Antonio Conte si è parecchio incazzato e, soprattutto, ha fatto di tutto per darlo a vedere.

Ha usato un po’ di sana strategia, certo, ma forse il nervoso ce l’aveva per davvero perché sa che combattere ad armi pari con la rosa dei suoi ex datori di lavoro è praticamente impossibile, in particolare se si ha la legittima ambizione di andare avanti anche in Europa.

È dura, durissima, ma non c’è soluzione: portar via lo scudetto alla Juve significa non lasciare per strada punti “teoricamente già assegnati” (molto teoricamente) […]”.