La maglia della Juve vale oggi quasi 100 milioni

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La maglia della Juve vale oggi quasi 100 milioni.

È quanto ha scritto stamane sulle proprie colonne La Gazzetta dello Sport.

Proprio ieri, il responsabile del settore commerciale del club bianconero, Ricci rispondendo alle obbiezioni di alcuni azionisti circa il design delle maglie della Juve, aveva detto:

“I colori delle maglie rispondono ai gusti mondiali, non solo italiani”. Evidentemente la nuova maglia ha la capacità di attirare maggiormente gli sponsor: “Dopo il rinnovo di Adidas, arriva quello di Jeep”, certifica la Gazza.

“In questa stagione e nella prossima, cioè le ultime due del vecchio contratto sottoscritto nel 2012, la casa automobilistica della famiglia Agnelli incrementerà la sponsorizzazione di 25 milioni annui, passando da 17 a 42 milioni fissi a stagione”.

“Tutto questo esclusi i bonus che l’anno scorso, tra campionato e Champions e considerata la valorizzazione della fornitura auto, hanno portato il corrispettivo a 21 milioni”, si legge sul quotidiano.

“Il ritocco contrattuale, come si legge in una nota del club, è figlio «dell’eccellente performance sportiva della prima squadra» e«dell’incremento di visibilità del brand Juventus a livello globale»”.

E ancora, scrive La Gazzetta: “Contestualmente, la società e Fca hanno deciso di iniziare anticipatamente le trattative per il rinnovo della sponsorship che scade nel 2021”.

Da quest’anno Adidas, sponsor tecnico, elargisce 51 milioni fissi (erano 23), quindi attualmente il valore complessivo della maglia è di 93 milioni base, che con i bonus tendono a quota 100″.

L’effetto Ronaldo è evidente, specie se inserito in un contesto di crescita costante del club a livello internazionale: lo staff guidato da Giorgio Ricci ha potuto sedersi al tavolo con i partner da una posizione di forza. Con Jeep ci si è allineati all’attuale valore della Juventus”.

I 42 milioni pongono i bianconeri nello stesso segmento delle inglesi, anche se le prime restano lontane: il Real percepisce da Emirates 70 milioni, lo United 66 da Chevrolet e il Barcellona 55 da Rakuten. Poi c’è il Psg (50 milioni da Accor), quindi il plotone di Premier: Chelsea 48 (Yokohama), Arsenal 46 (Emirates), Liverpool 36 (Standard Chartered), City 36 (Etihad, al netto dei naming right), Tottenham 35 (Aia), così come Bayern (Telekom). Staccate le altre italiane: Sassuolo (Mapei) 18, Milan (Emirates) 14, Roma (Qatar Airways) 11, Inter (Pirelli) 10,5″.

Quella Juve-Jeep è operazione con parte correlata. Dal punto di vista del fair play l’Uefa ha una strada maestra: il fair value, cioè il valore equo da attribuire in base al mercato, così da considerare quei proventi come ricavi rilevanti ai fini del break-even.

Bene, i 42 milioni sono in linea con il contesto europeo, tanto più che non superano il 30 per cento del fatturato, e quindi quella “significativa influenza” che farebbe scattare una spia a Nyon”, conclude il quotidiano rosa.

Gazzetta dello Sport