Chiellini: “La Juve per me è famiglia. Due anni e smetto, non di più”

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Il difensore della Juventus, Giorgio Chiellini, in una lunga intervista concessa a la Gazzetta dello Sport, ha parlato della sua esperienza in bianconero e dei suoi progetti futuri.

Del suo rapporto con la Juve, Chiellini ha rivelato:

“Per me è famiglia. A tutte le persone che arrivano qua la prima cosa che dico è : ‘Ti sentirai a casa‘.

La vicinanza della famiglia Agnelli, in primis. E poi non è usuale, credimi, che l’alta dirigenza sia ogni giorno in campo, per gli allenamenti. Ti assicuro: si sente il sostegno in tutta la vita, anche quella fuori dal campo.

Qui si lavora tanto, però non ti viene fatto mancare niente. Poi capisco che alcune persone abbiano voglia, dopo anni, di cambiare e andare da un’altra parte. Nel nostro ambiente si dice “alla Juve non vai via”. La Juve ti manda via. Questo vale forse meno per gli stranieri, ma per un italiano lasciare la Juventus è qualcosa di veramente difficile, perché ti entra dentro.

L’allenatore conta tanto, ma penso che il più importante sia il presidente. Poi la dirigenza, poi il tecnico, poi i giocatori.

I club che funzionano sono stabili, danno sicurezza, investono, resistono alle emotività del nostro mondo. Non esiste di certo una grande squadra senza una grande società dietro, nel calcio moderno”.

Chiellini ha poi commentato l’obiettivo più ambito dai bianconeri, la conquista della Champions League:

Manca un po’ di fortuna sicuramente. Però qualcosa ci è mancato: la capacità di gestire quelle finali. Ricordiamo sempre che nella Champions ci sono 5-6 squadre che sono allo stesso, altissimo, livello.

A noi è sempre mancato poco, negli anni scorsi abbiamo perso delle partite in modo rocambolesco: Bayern, Ajax, Real. Tre volte siamo usciti in quel modo assurdo. Io quella che rimpiango di più è l’Ajax perché sono convinto che poi avremmo avuto la strada spianata verso la finale.

Nel ciclo incredibile della Juve di questi anni, qualcosa che è nella storia del calcio italiano, resta solo quel rimpianto. Ma non è finita…”.

Sulla possibile data del suo rientro in campo a seguito dell’infortunio, Chiellini ha dichiarato:

Anno nuovo, sicuro. Febbraio, marzo, dipende. È una battaglia che si vince ogni giorno, ma già ora sto lavorando tanto e bene. Combatto il dolore con il sorriso”.

In merito al suo futuro, il difensore bianconero ha commentato:

“Conto di giocare ancora un paio d’anni. Non di più.

Poi mi piacerebbe fare una carriera dirigenziale. Con grande calma perché penso che l’errore più grande di noi calciatori, finita la carriera, è pensare di essere subito pronti e di sapere tutto del calcio”.

Quanto a una possibile carriera da allenatore, Chiellini ha commentato:

No. Mettere una squadra in campo e allenarla mezz’ora è bello, per tutti.

La vita di un allenatore non mi fa impazzire, ormai non basta più un buon schema tattico, i tecnici devono essere sempre più psicologi e leader motivazionali. Sono gestori come può esserlo un amministratore di un’azienda che deve gestire almeno 50 o 60 persone. E poi accettare pressione e sacrifici di ogni genere. Non è un tipo di responsabilità che adesso mi sento dentro”.

Chiellini ha poi espresso un commento su Gonzalo Higuain:

“È raro trovare un numero 9 generoso, la persona Gonzalo mi ha sorpreso.

Quest’anno voleva rimanere a tutti i costi, l’ha detto il primo giorno, ha dimostrato sul campo che voleva restare nella Juve.

Con lui ho un rapporto ottimo e gli ho sempre detto tutto in faccia. Quando ho da dirgli qualcosa di buono, lo dico; quando lo devo stimolare lo stimolo; quando ho da cazziarlo lo faccio e lui lo accetta. Ma solo per il bene che voglio a lui e alla Juve“.

Quanto a Ronaldo, Chiellini ha dichiarato:

“È uno che ha degli obiettivi quotidiani importanti, tutto quello che fa lo fa con estrema attenzione e misura. Per me è stato bello viverlo a un’età così matura perché anche a 34 anni, quando è arrivato lui, c’era in me la voglia di carpire qualcosa.

E lui è uno che ti dà tanta preparazione, cioè in certe partite lo vedi che è diverso dagli altri. Non c’è niente di male a dirlo perché prima di tutto è una multinazionale vivente. E quindi la cosa che bisogna essere bravi a fare è farlo sentire nella squadra, nonostante sia una “iena” tra virgolette. Alla fine i suoi interessi sono i nostri interessi, collimano perché lui è un vincente“.

Chiellini ha poi concluso con parole di grande stima rivolte a Paulo Dybala:

Paulo è una persona molto silenziosa, un ragazzo d’oro che abbiamo visto crescere con noi. Paulo è uno che non parla tanto, ma alla fine fa, e lo dimostra in campo.

L’anno scorso è stata etichettata come una stagione brutta di Dybala, ma dipende da cosa gli si chiede.

Secondo me Paulo continua a crescere, è un giocatore di livello internazionale. Lo ha dimostrato anche martedì.

Anche lui è voluto rimanere qua. Ha avuto l’occasione di andare via ma è uno che ci tiene a fare il salto di qualità qui, è uno che ha portato la fascia di capitano con onore, perché l’ha meritato.

Io non sarei proprio così sorpreso se Paulo facesse quello che hanno fatto Trezeguet, Camoranesi, Nedved, cioè un percorso importante nella storia della Juventus“.