Bucchioni sulla Juve: “Piano quinquennale per dare l’assalto al vertice del calcio mondiale”

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Il giornalista sportivo Enzo Bucchioni nel suo editoriale per tuttomercatoweb, ha commentato il discorso pronunciato da Andrea Agnelli nel corso dell’Assemblea degli Azionisti della Juventus, tenutasi ieri.

Uno stralcio delle parole di Bucchioni:

“Sarebbe un errore da parte del mondo del calcio italiano derubricare il discorso di Andrea Agnelli all’assemblea degli azionisti della Juventus di ieri mattina, a un semplice evento privato, di interesse relativo a un solo club, ai suoi azionisti e ai suoi tifosi.

Agnelli, ovvio, parla della Juventus, ma ha allargato l’orizzonte al futuro del calcio, all’organizzazione, ai format delle competizioni, alla sfida aperta nei prossimi cinque anni che cambieranno il calcio sotto l’aspetto economico ed organizzativo, lo porteranno alla fruizione globale.

La Juventus è un esempio che funziona, nessuno può negarlo, e gli esempi positivi devono servire da traino a tutto il movimento.

I dati della Juventus sono sotto gli occhi di tutti. Il titolo in borsa nel 2010 aveva una capitalizzazione di 162 milioni. Sapete oggi quanto vale? Un miliardo e 470 milioni al giugno scorso.

Fino a pochi anni fa la Juventus era al quarantaduesimo posto nel ranking Fifa, oggi è quinta e sta per diventare quarta.

Il fatturato che pochi anni fa era appena sopra i 170 milioni, oggi supera i 500. Ha circa settecento dipendenti, come una grande azienda. E la Juve è una grande azienda.

Come c’è riuscita l’abbiamo già scritto e detto tante volte, dalla scelta degli uomini, dall’idea dello stadio, ai beni immobili aumentati anno dopo anni, alla valorizzazione del brand, soprattutto alla grande attenzione, al grande lavoro, quasi maniacale, dell’aspetto sportivo.

Agnelli lo ha ribadito ieri: tutto gira attorno all’appeal sportivo. Fare bene calcio è il core business, è l’attrattiva.

Tutto ruota attorno a una squadra che funziona e il funzionare, essere attrattivi, quando sei consolidato, non vuol dire solo vincere come dimostra il Manchester United che ormai è talmente riconosciuto che resta comunque ai vertici economici e di attenzione mondiale anche in un periodo di risultati sportivi non eccitanti. Però è il Manchester…

Ora la Juve punta proprio a questo, entrare nei top club, Agnelli ha annunciato un piano quinquennale per dare l’assalto proprio al vertice del calcio mondiale, al Manchester appunto, al Real o al Bayern e a quella decina di società che le sono ancora superiori. Come fare?

È stato varato un aumento di capitale da 300 milioni, si alza l’asticella con un massiccio intervento economico dei suoi azionisti come hanno fatto i grandi club appena citati, con l’obiettivo di diventare un brand globale, riconosciuto, riconoscibile, capace di essere attrattivo per i risultati, per il gioco (da qui anche Sarri), ma anche per tutto quello che ruota attorno a una grande società e attorno al calcio.

Le tre divisioni sport, servizi e commerciale, con a capo top-manager (allo sport c’è Paratici) dovranno essere trainanti anche per affrontare le sfide e la riorganizzazione dei prossimi anni.

Se cresce il brand, la divisione sportiva potrà essere più attrattiva ed avere più risorse per intercettare i giovani talenti del mondo, come succede oggi al Real o ad altre, dovrà espandersi nello scouting mondiale per trovare un altro Ronaldo o altri Ronaldo, ma la sfida è soprattutto sul nuovo modo di fruire il calcio nel mondo, che vuole andare anche oltre le televisioni tradizionali, con le nuove piattaforme, sfruttando un mondo che sta nascendo, l’energia dei giovani e i cambiamenti in atto che sono velocissimi.

Riuscirà questo rilancio? Non c’era altra strada. L’aumento di capitale era necessario e inevitabile, appunto come hanno fatto tutte le altre grandissime società.

La Juventus è arrivata a un punto alto, ma rimanere così, in questo limbo poteva anche significare scendere o non riuscire a crescere più.

Serve l’ultimo step, servono risorse, è necessario investire per migliorare e rafforzarsi, per crescere ancora. È così che la Juve ha deciso di fare, ora dovranno essere bravi come sono stati negli ultimi anni, a mettere in pratica i piani e i progetti annunciati dal presidente”.