Agnelli lancia la nuova sfida globale: “Questo è l’anno zero!”

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“Oggi noi vogliamo immaginare il 2019/20 come un nuovo anno zero, per pensare in grande”.

Con queste parole si conclude l’intervento del presidente Andrea Agnelli all’assemblea degli azionisti. Parole che sanno di sfida ai grandi club d’Europa.

Ecco uno stralcio dell’intervento di Andrea Agnelli:

“Quando guardiamo le principali società in Europa hanno un fatturato che si aggirano tra i 500 e il miliardo di euro, sono queste le realtà che devono essere il nostro benchmark”.

“Il nostro livello di fatturato attuale è il fatturato che il Real Madrid aveva nel 2010”.

“È evidente che i tassi di crescita che abbiamo sviluppato sono stati superiori, però in questa crescita c’è ancora un divario che noi dobbiamo colmare”.

“Abbiamo la necessità di tenere il passo con le nostre realtà e i nostri benchmark e competitor in Europa”.

“Per tenere il passo dobbiamo confermare quello che è stato il nostro metodo di gestione che ci ha permesso di ottenere risultati straordinari”.

Metodo di gestione che si basa sulla responsabilità di tre aree specifiche, guidate da Fabio Paratici responsabile area sport, perché non dobbiamo dimenticarci che attività principale è quella sportiva, che però è ovviamente influenzata dal lavoro degli altri settori, guidati da Marco Re e Giorgio Ricci con la capacità di generare risorse. Tre responsabilità chiare e allocate, che devono lavorare in simbiosi per ottenere i risultati”.

Se pensiamo a cosa è successo dal 2010 al 2019, abbiamo visto il nostro fatturato arrivare a superare i 600 milioni in questa stagione. Abbiamo anche avuto un altissimo impatto occupazionale, per portare avanti le attività della società”.

“Un impatto anche sul territorio, poche aziende hanno assunto in Italia quando noi in questi anni”.

“Nel 2010/11 eravamo 85 dipendenti, ora siamo 258 per un totale in organico di 885 persone che lavorano in Juventus. Abbiamo creato più di un miliardo e 200 milioni di valore in questi nove anni”.

“Non posso non pensare poi al percorso sul campo di cui possiamo essere orgogliosi. In questo momento il mio pensiero va a chi ha vinto gli otto scudetti di fila, il capitano Giorgio Chiellini e anche Andrea Barzagli.

“Un pensiero va anche al contributo di Max Allegri, determinante nella crescita della Juventus”.

“A questo si aggiungono i successi in patria e la costante competitività in Champions League. E questo è dimostrato dal nostro Ranking Uefa”.

“Siamo passati dal 42esimo al 5° posto e ci sono ragionevoli basi per immaginare che alla fine di questa stagione potremo superare il Bayern Monaco e arrivare al quarto posto”.

Questi anni non sono stati privi di gestioni di situazioni complesse, che non hanno fatto altro che forgiare ulteriormente il gruppo dirigente della società. Pensiamo alla gestione del calcio scommesse che ha coinvolto i tesserati Juventus nel 2012, fatti avvenuti comunque in altre società”.

“Fabio potrebbe scrivere un libro sulla gestione di una squadra senza allenatore. Quale altra società sarebbe stata in grado di gestire sei mesi senza il primo allenatore? Questo ha forgiato ulteriormente i dirigenti”.