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martedì, Marzo 28, 2023

Conte in conferenza stampa: “Quella contro il Borussia non è una finale”

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Conferenza stampa di Antonio Conte alla vigilia di Borussia Dortmund – Inter:

L’allenatore nerazzurro parte subito in quinta a proposito delle tante assenze nelle file del Borussia:

Come io non parlo delle mie, non si dica neppure delle altre, altrimenti il bicchiere è sempre mezzo pieno per gli altri… Pensiamo piuttosto a noi!”

E ancora: “Con il Sassuolo abbiamo incassato tre gol dopo nostri palloni persi, con il Borussia dobbiamo fare attenzione perché nelle ripartenze sono molto bravi”.

“Lo sappiamo, ma noi vogliamo fare calcio”.

Io non torno indietro, questa è la mia idea di calcio. Tornare indietro vorrebbe dire mettersi in 11 dietro la linea della palla e aspettare gli schiaffoni”.

“No, noi gli schiaffoni vogliamo darli. Non posso cambiare, che sia per Lazaro o che sia per Godin o per chiunque altro”.

Cosa servirà per vincere domani?

Non so se basterà ripetere la prova col Barcellona. Di sicuro voglio vedere una continuità nella prestazione, per non avere rimpianti a fine partita: ecco, questo mi dispiacerebbe. Questo è torneo difficilissimo, abbiamo poca esperienza e anche qui stiamo iniziando un percorso”.

A proposito della fase difensiva:

“Difesa in difficoltà? Guardiamo anche al bicchiere mezzo pieno: il nostro attacco in termini di gol è inferiore solo all’Atalanta”.

Il blackout col Sassuolo? Fino al 2-4 è stata la nostra partita più completa in assoluto, dopo c’è stato qualcosa che i giocatori sanno, sono i primi a essere delusi”.

Su Lukaku:Si passa facilmente dal parlare di crisi alla celebrazione della coppia con Lautaro!”.

Serve equilibrio, su questo sto lavorando io. Come per Lautaro: deve lavorare e basta”.

“Lukaku sta diventando un attaccante completo, sta a lui capire di che morte vuole morire, se vuole essere un top o no”.

E ancora, su Candreva: “E’ un ragazzo su quale bisogna lavorare, ha sempre bisogno di grandi conferme. Lo conoscevo, l’ho allenato in Nazionale, può darmi ancora di più. Godin? Per lui è cambiato il modo di giocare, non solo nel modulo, ma come interpretazione: noi difendiamo andando in avanti, con 50 metri di campo dietro. Ma non cambio la mia idea di calcio”.

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