Fabio Capello: “La Juve ha dato una straordinaria dimostrazione di forza e di convinzione nei propri mezzi”

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Fabio Capello, l’ex allenatore della Juventus ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport.

Tra gli argomenti affrontati, ovviamente c’è quello relativo alla lotta scudetto che vede la Juventus ancora una volta protagonista nel campionato di Serie A.

Ecco uno stralcio dell’intervista di Fabio Capello:

“Prima della serata di San Siro, avevamo colto della Juve solo a tratti l’enorme potenziale”, esordisce il mister.

Nella sfida con l’Inter c’è stata una straordinaria dimostrazione di forza e di convinzione nei propri mezzi, tipica dei grandi team”, dice “don Fabio”.

Mi ha colpito in particolare la compattezza della Juve nelle pieghe della partita, dote quest’ultima unica che distingue i gruppi capaci di realizzare pochi e isolati risultati, da quelli che puntano invece a tagliare il traguardo finale”.

“Per sintetizzare si può dire che dalle nostre parti la ricreazione è finita?”, viene chiesto ironicamente dal giornalista a Capello

Per affermarlo con certezza bisognerà seguire con attenzione la reazione dell’Inter dopo la sconfitta nella sfida diretta e aspettare il recupero a un rendimento più costante del Napoli: restano, dall’inizio del torneo, i rivali più competitivi della Juve”.

“Di sicuro la squadra di Sarri non ha ancora usufruito al meglio delle risorse costituite dai suoi rinforzi di mercato, a cominciare dal migliore De Ligt per finire a Ramsey, a Rabiot, a Danilo per non dimenticare Douglas Costa. Ciò che colpisce è la ferocia mentale della Juve, sicura della propria potenzialità”, afferma il tecnico.

Altra domanda: Non le pare che somigli in modo incredibile a quel suo Milan di inizio anni 90 capace di vincere 4 scudetti in 5 anni e di collezionare tre finali consecutive di Champions league?

“Può darsi. C’è un solo rischio. Che possa scivolare in qualche partita quando il tasso di concentrazione e di determinazione non sarà al massimo. Anche in questo caso però il club possiede gli antidoti naturali”.

A cosa si riferisce?
Al ruolo della società che esercita il controllo in modo completo e al contributo degli esponenti più collaudati come Buffon, Chiellini e Bonucci i quali sono in grado di intervenire e di dare la sveglia allo spogliatoio ed eventualmente di mettere la sordina ai lamenti di quelli che giocheranno meno”.

Il pezzo pregiato del mercato bianconero, De Ligt, fino a oggi, non ha ancora catturato l’occhio come ai bei tempi dell’Ajax: ha una spiegazione convincente?

L’olandese è l’elemento destinato a guadagnare nei prossimi mesi il maggiore miglioramento. Alla sua giovanissima età, ha già accumulato molta esperienza eppure credo che frequentare la scuola del campionato italiano gli servirà per perfezionare lo stile di gioco”.

“A volte lo trovo troppo irruento. Il nostro calcio, dal punto di vista difensivo, garantisce ancora un’alta specializzazione”.

Condivide la metafora utilizzata da Antonio Conte che ha parlato di Juve come un grattacielo e di Inter come di un palazzo in costruzione per spiegarne la distanza?

Antonio ha esagerato un tantino come gli capitò già in passato quando parlò di ristorante da 10 e da 100 euro per spiegare gli insuccessi in Champions. A dire il vero, anche la sua Inter non sarà il grattacielo più alto del mondo ma è un gran bel grattacielo”.

È inutile nascondersi. A mio avviso, come già accaduto con Spalletti nei due campionati precedenti, la differenza rispetto alla Juve è rappresentata dalla qualità complessiva della rosa, conclude Capello.