Arrigo Sacchi: “La Juventus ha vinto e convinto. Il calcio italiano ha bisogno di grandi allenatori come Conte e Sarri. Grazie di esistere”

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Arrigo Sacchi, stamane sulle pagine della Gazzetta dello Sport commenta la vittoria della Juventus sull’Inter. Ecco il pensiero:

Vince la Juventus, ma l’Inter non ne esce ridimensionata. Incontro bello, non bellissimo, però mai noioso.

Entrambe le contendenti si sono affrontate a viso aperto, fiduciose delle proprie idee e del proprio lavoro. L’incontro è arrivato troppo presto, i nerazzurri e i bianconeri non sono ancora al top, ci saranno fra un mese o due.

Conte e Sarri sono due bravissimi allenatori e stanno facendo un grande lavoro: entrambi cercano di dare uno stile di gioco che li identifichi, crei orgoglio e senso di appartenenza.

Antonio e Maurizio vivono per il calcio, entrambi danno la vita per il proprio lavoro, entrambi aspirano ad avere un team che abbia il dominio del gioco e del campo.

Pensano che ci siano più progressi da dominus del gioco e che l’ottimismo avvicini al futuro, il pessimismo al passato.

Credono che l’organizzazione del gioco, con la conseguente sinergia, permetta ai singoli di raggiungere livelli che individualmente mai raggiungerebbero.

Entrambi aspirano a un collettivo di intelligenza e a una squadra che interiorizzi il tutto, così da avere in campo risposte istantanee e naturali.

Negli allenamenti simulano quanto avviene in partita in modo, appunto, da raggiungere l’interiorizzazione. Tuttavia, per raggiungere l’obiettivo necessitano di calciatori prima di tutto ricchi di modestia e di entusiasmo, poi di talento.

Un talento che verrà ulteriormente ampliato dalla collaborazione dei compagni e dalla sensibilità degli allenatori nel correggere gli errori commessi. Entrambi si affidano a un sistema didattico globale.

Sacchi prosegue scrivendo: La Juventus ha vinto con merito, ma le distanze con i nerazzurri si sono accorciate, sempre che continui questa disponibilità al sacrificio da parte dei giovani interisti.

Sarri dispone di uomini più esperti e di una rosa di alto livello: per lui il pericolo consisteva nei successi ottenuti con metodologie diverse e nell’età dei calciatori, in molti casi non più giovani.

Questi dubbi si sono dissolti dopo una buona prestazione che questo collettivo ha esibito al Meazza.

La fase difensiva è migliorata, grazie al pressing portato con più decisione e migliori tempistiche. La squadra è stata quasi sempre corta e compatta, così ha consumato meno energie e ha giocato con i tempi giusti, frastornando gli avversari con ripartenze e attacchi in profondità.

La difesa guidata magistralmente da Bonucci saliva fino a metà campo e i giocatori erano ben posizionati e collegati. I pressing e i raddoppi sono stati di buon livello, come le scalate, tuttavia ci sono ancora margini di miglioramento, specialmente per gli attaccanti.

I quattro difensori non erano mai«soli», ma usufruivano sempre della collaborazione dei compagni di reparto, in un movimento coordinato e sinergico.

In fase offensiva, Bonucci e Pjanic erano i grandi maestri del gioco – anche se il bosniaco a volte perdeva la giusta posizione – così come i vari Ronaldo, Dybala e poi Higuain erano un’insidia costante.

I bianconeri non sono solo carattere e professionalità, ma una squadra organica e armoniosa, in cui tutti collaborano e si muovono in sintonia.

I ragazzi di Maurizio hanno vinto e convinto contro un forte, ma un po’ inesperto avversario.

Il primo tempo si è concluso con un pareggio giusto, ma nel secondo la maggiore classe ed esperienza hanno fatto la differenza.

Gli uomini di Conte, appesantiti dal duro confronto con il Barcellona e dall’infortunio di Sensi, non sono riusciti a fermare il grande rivale.

L’Inter ha ampi margini di miglioramento, vista la giovane età di molti, ma non dovranno mai mancare una motivazione straordinaria e la modestia.

Antonio dovrà lavorare sulle linee difensive non sempre coordinate e su pressing e raddoppi a tutto campo. I tre centrocampisti a turno dovranno sempre trovare una posizione attiva, per evitare i contropiede avversari.

La fase offensiva in questo momento necessita molto delle invenzioni di Sensi e della crescita di Lukaku.

La rosa nerazzurra non è competitiva come quella bianconera, ma tutti miglioreranno moltissimo se seguiranno il loro tecnico, che fa dell’ossessione un surplus delle proprie idee e intuizioni.

Il calcio italiano ha bisogno di grandi allenatori come Conte e Sarri. Grazie di esistere.

Fonte: La Gazzetta dello Sport