Bernardeschi risponde agli ultras: “I tifosi della Juve sono tutti degni e importanti”

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Dopo l’operazione che ha portato all’arresto di 12 capi ultras della Juventus, emergono altri dettagli sull’inchiesta che ha preso il via dopo la denuncia della società bianconera.

Dalle intercettazioni emergono particolari inquietanti tra minacce, estorsioni e violenze, legate a numerose attività criminali, finalizzate a fare business alle spalle della Juventus e ottenere privilegi allo Stadium.

Le intercettazioni hanno raccontato un mondo sommerso, che la Juventus ha deciso di contrastare nel giugno del 2018, presentando la denuncia e dando il via all’inchiesta che sta scandagliando le attività dei gruppi ultras bianconeri.

E proprio dalle intercettazioni è spuntato anche il nome di Federico Bernardeschi, finito nel mirino degli ultras dopo aver lanciato a fine partita la maglia a un gruppo di tifosi diverso dal loro:

“Sta storia deve finire! Noi eravamo, siamo proprio sotto qua, no? Trenta metri per buttare la maglia di là. Hanno rotto i co… questi qua. Bernardeschi ha preso la maglia e l’ha buttata dalla loro parte, capito? Ci è passato davanti ed è andato lì a buttargli la maglia. Ma glielo hai detto a questi oh? Ma non è venuto nessuno, è venuto solo questo”.

Parole a cui Bernardeschi ha poi risposto, sul suo profilo Instagram:

“Leggo un’intercettazione nella quale un ultras mi accusa di aver lanciato la maglietta a un gruppo di tifosi diverso dal suo.
Vorrei essere chiaro: quando ho la possibilità di ringraziare i miei tifosi regalando la maglia, non faccio distinzioni “politiche”, né calcoli su quale gruppo sia meglio scegliere.
Per me non esistono tifosi più o meno degni di ricevere il mio affetto.
Per me i tifosi della Juve, quelli che ci sostengono, ci criticano, cantano o fischiano, sono tutti uguali, tutti degni e importanti, perché ad unirli non è il nome del loro gruppo ultras, ma la passione immensa che ci unisce tutti quanti per i colori bianconeri. Il resto sono solo chiacchiere”.

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Leggo un’intercettazione nella quale un ultras mi accusa di aver lanciato la maglietta a un gruppo di tifosi diverso dal suo. Vorrei essere chiaro: quando ho la possibilità di ringraziare i miei tifosi regalando la maglia, non faccio distinzioni “politiche”, né calcoli su quale gruppo sia meglio scegliere. Per me non esistono tifosi più o meno degni di ricevere il mio affetto. Per me i tifosi della Juve, quelli che ci sostengono, ci criticano, cantano o fischiano, sono tutti uguali, tutti degni e importanti, perché ad unirli non è il nome del loro gruppo ultras, ma la passione immensa che ci unisce tutti quanti per i colori bianconeri. Il resto sono solo chiacchiere.

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