Ravezzani sulla causa di Icardi all’Inter: “Icardi come Conte”

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La notizia che sta rimbalzando con insistenza in queste ore, sulla decisione dell’attaccante argentino Mauro Icardi di trascinare l’Inter in tribunale, aggiunge un nuovo capitolo ad una vicenda che tiene ormai banco da mesi.

Mancano poche ore alla chiusura della finestra estiva di calciomercato e la situazione dell’argentino con il club nerazzurro non accenna a risolversi e, anzi, si complica ulteriormente.

La richiesta di reintegro e di un sostanzioso risarcimento è l’ennesimo colpo di scena di una vicenda che sembra destinata a protrarsi ancora a lungo, e che ha fatto irritare ulteriormente la dirigenza nerazzurra e gli stessi tifosi.

Sulla vicenda si è espresso anche il giornalista sportivo Fabio Ravezzani, che ha voluto esprimere un suo parere sui social, che ha scatenato la furia dei tifosi interisti.

Dopo la mossa di Icardi contro l’Inter, definita da Ravezzaniun’azione odiosa e irragionevole‘, il giornalista ha pubblicato una critica in particolare, indirizzata all’argentino:

“La cosa bizzarra è che Conte ha fatto causa al Chelsea esattamente come Icardi oggi minaccia di farla all’Inter.

Trovo pessimo Icardi. Ma una cosa è tifargli contro, altro ragionare sulla possibile causa.

Se sosterrà di essere stato ridotto a non giocare nemmeno 5’ in amichevole per una forma di ritorsione, potrebbe trovare un giudice che gli dia ragione.

Qualunque club ingaggerà Icardi dovrà pensare soprattutto a che tipo di persone si porterebbe a casa“.

Molti i commenti dei tifosi in risposta al paragone Conte-Icardi fatto da Ravezzani, e tanti contro l’argentino, tra i quali:

Conte è stato licenziato ed ha semplicemente chiesto il pagamento dell’ultimo anno del contratto, Icardi si è rifiutato di indossare la maglia dell’Inter per un mese e mezzo”.

“Mi chiedo con che faccia Icardi si possa presentare agli allenamenti di fronte ai compagni e staff dopo aver fatto causa alla società. Stare dove nessuno ti vuole è da sfigati”.

“Giusto, ma nel frattempo Conte non lavorava più al Chelsea né ha tentato di arrecargli danno“.